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Rivarolo Mantovano,
bordate della minoranza
al sindaco Galli

Attacchi su più fronti e l'invito al primo cittadino di firmare una lettera di dimissioni.
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Raffaele Milani e il municipio di Rivarolo Mantovano
RIVAROLO MANTOVANO – Per l’Amministrazione Galli, a Rivarolo Mantovano, non c’è ancora pace. La minoranza consigliare critica da mesi l’operato del sindaco e della Giunta e “ancora una volta dobbiamo replicare – inizia Raffaele Milani – per raccontare correttamente la realtà dei fatti e non soltanto quello che fa comodo a lui”. “Gli ricordiamo – precisa il consigliere di minoranza – che sappiamo come funziona la macchina amministrativa e ogni giorno verifichiamo minuziosamente tutti gli atti, o meglio i pasticci/barzellette da lui creati. Premetto solo una cosa, quando si parla di ‘sociale’ è difficile ribattere efficacemente senza potere, come giusto e doveroso, e passare in rassegna i vari casi specifici, proprio perché si tratta di persone e non di numeri che non dovrebbero entrare in gioco né per attaccare, né per contrattaccare. Di certo per l’amministrazione Galli risulta difficile distinguere fra ‘assistenza’ ed ‘assistenzialismo’, fra vero aiuto per l’autonomia e aiuto che crea comode ‘dipendenze’. Ricordo a Galli – continua Milani -, che all’indomani del suo insediamento sono venuti dal Consorzio Servizi Sociali di Viadana nuovi e più stringenti input su quelle forme di attività lavorativa offerte per accompagnare e supportare forme di disagio sociale/economico/psico-fisico, e sempre dal Consorzio di Viadana sono derivati i colloqui con gli ‘utenti’ di Rivarolo Mantovano, la revisione degli interventi e la loro riformulazione secondo le nuove direttive. Pertanto non si prenda Galli meriti che non sono suoi e non racconti che il dialogo con il terzo settore, che lo sviluppo della rete sociale e l’integrazione delle diverse forze sul territorio sono una sua geniale invenzione. Inoltre ricordo a Galli, che non è ammissibile, come risulta dagli atti, far lavorare le persone fuori contratto promettendo mari e monti, per poi non pagarle, questo non è aiuto!!! Tutto questo perché ne il Sindaco ne l’assessore che commissionava i lavori, sanno cosa possono fare e cosa invece no le persone a progetto, ricordiamo inoltre la controversia per la recinzione delle suole elementari, anche lì lavori commissionati, senza nessuna autorizzazione ne documentazione”.
Prende poi la parola il consigliere Favagrossa: “Vogliamo parlare del vero significato di coworking? Il concetto di destinare uno spazio a più utenti per lo svolgimento di un’attività, dividendone tutte le spese, questo non è sicuramente quello che fa Galli! Che con soldi pubblici, paga le due persone presenti, interamente o in parte e tutte le spese di funzionamento! Il contestatissimo Palazzo del BUE, è costato al Comune, per ora, oltre 60.000 Euro tra affitti, utenze, spese varie ed attrezzature. Inoltre, Galli, sa quanto persone hanno fatto richiesta per il coworking? Ad oggi ci risulta nessuna. A questo punto mi chiedo, non era meglio sistemare alcune camere dismesse nel palazzo Municipale? Almeno questo investimento sarebbe rimasto al comune e non ad un privato. Altresì vero è che questo spazio sia destinato alla cultura, riteniamo giusto che ci siano spazi per essa, ma non sarebbe stato meglio condividerle con la Fondazione Sanguanini nei sui spazi? A proposito, la mostra di Renato Lanfranchi tanto pubblicizzata ad inizio anno è silenziosamente scomparsa, abbiamo litigato anche per quella non essendo più in programma?”.
Poi l’attacco di Andrea Molteni sulla TARI: “E ancora inesattezze, forse per incompetenza, sul tema rifiuti. È vero che la legge rende obbligatoria la copertura delle spese al 100% sui rifiuti mediante Tari, ma è altrettanto vero che si può “limare” ad arte il piano finanziario, che racchiude tutti i costi sulla gestione dei rifiuti, così da ottenere in tariffa i risultati voluti, sperati ed annunciati. Si può lavorare sui preventivi di Mantova ambiente, proprio perché preventivi! Si può lavorare sui cosiddetti “costi interni”, si può decidere di “rinviare” a successivo piano finanziario alcune spese. Galli dica ai cittadini che il “risparmio” sui rifiuti non si valuta adesso, nella Tari 2016, ma a consuntivo e quindi nella Tari 2017, quando i reali valori dei rifiuti, e le insopprimibili spese di partenza, avranno luce nella loro reale consistenza e saranno un salasso per la cittadinanza”.
Infine i tre consiglieri aggiungono: “In questi due anni Galli ha incaricato tecnici esterni, con affidamento diretto e senza richiedere più di un preventivo, per lavori di progettazioni, per un importo totale che supera i 100.000 euro. Per i quali, ad oggi, ha ottenuto zero contributi. La precedente amministrazione invece, ha ottenuto molti finanziamenti con progetti sviluppati dai validi tecnici comunali o dal Gal Oglio Po, quello stesso Gal tanto lodato da Galli in campagna elettorale, e liquidato appena insidiato. Galli, vanta di lavori eseguiti agli impianti sportivi, Bravo…. anzi mica tanto! Come avevamo già sottolineato un anno e mezzo fa non è corretto spacciare per propri, lavori e contributi presentati ed ottenuti dall’amministrazione Cerasale”. Chiudono in coro rivolgendosi direttamente a Galli: “Sindaco, la smetta di scrivere ai giornali. Faccia l’unica cosa giusta, lavori per redigere una lettera di dimissioni, almeno questa fatica sarà utile alla nostra comunità”.

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