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Latte, da Bruxelles ok a
Francia per origine in etichetta
Voltini: “Ora tocca a Italia”

1,7 milioni di mucche da latte presenti in Italia potranno finalmente ‘mettere la firma’ sulla propria produzione di latte, formaggi e yogurt che - rimarca la Coldiretti - è garantita a livelli di sicurezza e qualità superiore grazie al sistema di controlli realizzato dalla rete di veterinari più estesa d’Europa.
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CREMONA – “Con l’etichettatura di origine si dice finalmente basta all’inganno del falso Made in Italy. Oggi tre cartoni di latte a lunga conservazione su quattro venduti in Italia contengono latte importato. Lo stesso per la metà delle mozzarelle, fatte in realtà con latte o cagliate provenienti dall’estero. E questo nessuno lo sa, perché non è obbligatorio riportarlo in etichetta. Ecco perché il passo avvenuto oggi in Europa è essenziale. Finalmente si è aperto nell’Unione Europea un fronte nella battaglia per la qualità e la trasparenza dell’informazione sugli alimenti, per dare ai consumatori la reale possibilità di fare scelte di acquisto consapevoli e ridare reddito agli allevamenti italiani”. Con queste parole Paolo Voltini, Presidente di Coldiretti Cremona, commenta la riposta positiva della Commissione Europea alla richiesta da parte della Francia di sperimentare per due anni un regime di etichettatura di origine obbligatoria per il latte, e per latte e carni utilizzate come ingredienti nei prodotti alimentari preconfezionati, secondo quanto indicato da una nota diffusa dal ministero dell’agricoltura di Parigi.

“Ora tocca all’Italia, come ha ribadito il nostro Presidente nazionale Roberto Moncalvo – prosegue Voltini –. Il nostro Paese ha inviato a Bruxelles un analogo provvedimento per l’etichettatura di origine obbligatoria per il latte e suoi derivati, come annunciato dal Presidente del Consiglio Matteo Renzi in occasione della Giornata nazionale del latte Italiano promossa dalla Coldiretti a Milano, alla quale anche tantissimi allevatori cremonesi hanno preso parte. E’ essenziale che questo avvenga con rapidità ed efficacia, a difesa della nostra zootecnia e del vero made in Italy”.

Il percorso intrapreso risponde alle esigenze di trasparenza degli italiani che, per la consultazione pubblica online del Ministero dell’agricoltura, in più di 9 casi su 10 considerano molto importante che l’etichetta riporti il Paese d’origine del latte fresco (95%) e dei prodotti lattiero-caseari quali yogurt e formaggi (90,84%), mentre per oltre il 76%  vale anche per il latte a lunga conservazione.

1,7 milioni di mucche da latte presenti in Italia potranno finalmente ‘mettere la firma’ sulla propria produzione di latte, formaggi e yogurt che – rimarca la Coldiretti – è garantita a livelli di sicurezza e qualità superiore grazie al sistema di controlli realizzato dalla rete di veterinari più estesa d’Europa, ma anche ai primati conquistati a livello comunitario con la leadership europea con 49 formaggi a denominazione di origine realizzati sulla base di specifici disciplinari di produzione.

A difesa della nostra zootecnia – evidenzia Coldiretti Cremona – vale la pena di ricordare che presso tutti i Mercati di Campagna Amica sta proseguendo la vendita del ‘latte della solidarietà’: un’occasione offerta a tutti i cittadini per sostenere le stalle lombarde (anche con un piccolo acquisto) e nel contempo avere la certezza di portare in tavola un latte 100% italiano, il più controllato e il più sicuro al mondo, garantito dai nostri allevatori.

redazione@oglioponews.it

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