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Fudendaiko, piazza
Garibaldi si anima con
la spiritualità giapponese

Perfettamente a tempo, i protagonisti del concerto (tutti italiani anche se vestiti alla guida orientale), hanno avuto bisogno tra una esibizione e l’altra di un po’ di riposo, essendo questa pratica particolarmente faticosa, proprio per la velocità di esecuzione e la perfetta sincronia richiesta.
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CASALMAGGIORE – L’esibizione con i Fudendaiko, i tamburi del Tempio Fudenji, ha rappresentato l’attrazione principale della serata di sabato all’interno del cartellone della fiera di Piazza Spagna, che come al solito chiuderà di domenica con il gran finale pirotecnico. Uno spettacolo molto apprezzato, che ha richiamato un discreto pubblico, se è vero che, accanto ai posti a sedere tutti esauriti, alcuni spettatori in piazza Garibaldi sono rimasti in piedi vicino al palco montato davanti al palazzo municipale, come per tutti gli altri spettacoli di questa fiera. Un evento sicuramente nuovo e originale, perché difficile da osservare in Italia, nonostante non manchino, proprio nel nostro paese, gruppi organizzati che insegnano questa arte a metà tra musica, religione e cultura.

Il suono dell’O-Daiko, il grande tamburo che riproduce secondo la credenza giapponese battito del cuore e che è stato introdotto nella cultura nipponica addirittura nel 1200, ha ritmato tutti gli altri tamburi presenti, con le percussioni che spesso hanno battuto anche legno contro legno, creando una musicalità particolarissima. Perfettamente a tempo, i protagonisti del concerto (tutti italiani anche se vestiti alla maniera orientale), hanno avuto bisogno tra una esibizione e l’altra di un po’ di riposo, essendo questa pratica particolarmente faticosa, proprio per la velocità di esecuzione e la perfetta sincronia richiesta (necessaria sia musicalmente che a livello coreografico), che poteva essere facilmente notata soltanto assistendo all’esecuzione, animata pure da qualche sussulto vocale.

Nella foto il pubblico presente

Nella foto il pubblico presente

Per questo la formazione degli interpreti sul palco è cambiata quasi ad ogni melodia interpretata, mentre spesso una lettrice facente parte del gruppo ha ispirato i presenti con passaggi presentati al microfono sul concetto di “Stupor Mundi”, che è poi il fil rouge, nonché il titolo, delle varie manifestazioni pensate dal comune di Casalmaggiore in onore del Giappone. Il Taiko, nome dato a questi particolari tamburi che originano una disciplina musicale e pure spirituale, è divenuto nei secoli una parte integrante del malloppo culturale giapponese, perché considerato lo strumento ideale per comunicare con gli dei, per cacciare, ma anche per infondere coraggio prima della guerra. Di sicuro, valutando gli applausi al termine di ogni brano, la piazza casalese ha apprezzato.

Giovanni Gardani

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