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Amici Golena in crescita,
dieci nuovi guardiapesca
e ricambi giovani

I guardiapesca faranno il loro giuramento proprio davanti ai sindaci. «E’ una figura importante. Ora vogliamo strumenti per sorvegliare, visori notturni, telecamere per registrare e provare gli illeciti, e altri. Contiamo molto sulla sinergia con le autorità».
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TORRICELLA DEL PIZZO – L’Associazione Amici della Golena esiste da un anno circa, ed ha già raggruppato una settantina di iscritti. Di questi, 30 sono operativi, e 10 di loro sono freschi guardiapesca (in attesa del decreto) che hanno appena ottenuto il brevetto e risiedono nei Comuni rivieraschi tra Casalmaggiore e Motta Baluffi. Sono in gran parte giovani, il che dimostra come sia in atto una riscoperta dell’ambiente naturale in cui si vive da parte delle giovani generazioni, e sostituiranno i pochissimi guardiapesca, tutti di una certà età, ancora attivi.

Per presentare le finalità dell’associazione e chiedere la collaborazione dei Comuni, l’associazione ha invitato i 5 sindaci dei Comuni casalaschi bagnati dal Po nel Municipio di Torricella del Pizzo. Hanno risposto Alessandro Gozzi per Martignana Po, Stefano Belli Franzini per Gussola, Emanuel Sacchini per Torricella e Giovanni Delmiglio per Motta Baluffi. Assente solo Filippo Bongiovanni per Casalmaggiore.

Il presidente degli “Amici della Golena” Gianluca Veronesi ha proiettato una trentina di slides, mostrando come l’obiettivo primario oggi sia combattere il bracconaggio che sta devastando il Grande Fiume. «Ho illustrato ai sindaci la nostra idea – afferma Veronesi – che il Po dovrebbe essere sfruttato come risorsa economica per il turismo che porta. Abbandonarlo a sé lo trasforma in un’autostrada senza controllo, dove domina la legge dei bracconieri che porta poca sicurezza e allontana il turismo». I casi segnalati effettivamente si stanno moltiplicando. «Nel fiume pescano molte persone che arrivano dall’est e dal nord Europa, perché sanno che questo è da sempre il fiume più pescoso, e così lo stanno rovinando».

Cosa intende fare la vostra associazione per impedirlo? «Siamo nati da un anno, molti di noi hanno fatto il corso di guardiapesca, lavoreremo in sinergia con le autorità, affiancandole anche per ovviare agli ingenti tagli alla spesa pubblica che impediscono loro di tutelare il territorio golenale. Controllo e intervento diretto non spettano a noi, che dobbiamo favorire l’intervento delle autorità preposte. Ma il nostro ruolo è importante, e l’ho spiegato ai sindaci. Serve aumentare il controllo del fiume e delle sue sponde, il che agisce da deterrente ai comportamenti illegali. Non si tratta di fare gli sceriffi, solo di essere presenti sul territorio contro il bracconaggio che sta distruggendo completamente la fauna ittica. Tra l’altro avanti di questo passo ci saranno sempre meno licenze di pesca, il che si trasforma in un mancato introito per le casse regionali, come ho detto agli amministratori».

I guardiapesca faranno il loro giuramento proprio davanti ai sindaci. «E’ una figura importante. Ora vogliamo strumenti per sorvegliare, visori notturni, telecamere per registrare e provare gli illeciti, e altri. Contiamo molto sulla sinergia con le autorità». Dall’altra parte del Po com’è la situazione? «Abbiamo un ottimo rapporto con la Forestale di Colorno, sono eccezionali e disponibilissimi. Anche loro però hanno mezzi limitati, contiamo di aiutarli». Decine di giovani in campo per difendere il fiume Po. Che la situazione stia cambiando? E’ la grande speranza. Veronesi chiude con un monito: «Ogni cittadino può denunciare un illecito. Il fiume è nostro, ma non di tutti, è solo di chi lo rispetta e rispetta le regole».

Vanni Raineri

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