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Bozzolo, guerra Nardi-Avanzi
Il segretario Pd non concederà
la tessera al consigliere

"Sicuramente visti i molti incontri che ha avuto con Lega e Forza Italia saranno ben felici di contendersi un nuovo iscritto, ha un’ampia scelta", chiosa Avanzi nella querelle dopo le prime accuse di Nardi in risposta all'elogio di Marcante.
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Nella foto un consiglio a Bozzolo

BOZZOLO – Sembrano non finire mai le polemiche a Bozzolo. Questa volta il botta e risposta è tra Sergio Nardi, ex componente della maggioranza che nei vari consigli sul bilancio non ha mai sostenuto però la giunta e il segretario del Partito Democratico di Bozzolo Andrea Avanzi, che aveva difeso la posizione del consigliere Marcante, pronto col suo voto a evitare il commissariamento del comune mantovano. Una lode che indirettamente ha polemizzato con chi, come Nardi, non ha invece voluto correre in soccorso della giunta.

“L’intervento del segretario del Circolo del PD di Bozzolo mi sembra improprio e fuori luogo – scrive Nardi – . Come in molti dei suoi interventi dovrebbe infatti prima consultare il Direttivo del Circolo o ciò che rimane e non farsi portavoce di altri, che centrano poco con il PD. Al momento di formare la lista CambiAmo Bozzolo, Civica e senza nessuna appartenenza politica prima delle elezioni a parte il sottoscritto, non si è chiesto a nessuno di che colore aveva il sangue, nemmeno ai sostenitori, compreso il signor Avanzi. Certamente la lista aveva una spiccato tendenza di centro-sinistra, ma al proprio interno aveva anche altre sensibilità, lo sapevamo tutti”.

“Nessun Segretario del PD – rimarca Nardi – ha appoggiato questa lista, ma alcuni cittadini di Bozzolo hanno firmato un invito a votare la lista CambiAmo Bozzolo. Io non ho nessun impegno con nessun segretario, ma solo un enorme disagio con i firmatari a cui vanno tutte le mie più sentite scuse. Una volta vinte le elezioni, come spesso succede e viene auspicato, molti salgono sul carro del vincitore e iniziano i distinguo, i problemi veri o inventati, ampliati a secondo delle necessità. La maggioranza uscita dalle elezioni di 9 contro 4 dava ampie garanzie, ma la sentenza di primo grado della ineleggibilità del Sindaco Torchio, oltre ad alcune scelte fatte dallo stesso hanno rotto tale maggioranza. Successivamente l’arrivo dei profughi ha fatto da detonatore. Il Segretario ne sa qualcosa, vero?”.

“Sulla vicenda Bilancio e Commissario – conclude Nardi – rammento al Segretario, probabilmente all’oscuro del regolamento sul funzionamento del Consiglio comunale, che il voto del consigliere (Unione per Bozzolo) Marcante non ha avuto nessun peso al fine dell’approvazione del bilancio. L’uscita dal Consiglio dei quattro Consiglieri di minoranza (Resta, Fornasari, Bologni e Scognamiglio) ha reso la maggioranza autosufficiente, ossia in Consiglio siamo rimasti il Sindaco facente funzioni Nolli, gli assessori Borsari e Bottura, i consiglieri Maioli, Magni e Caporale per la maggioranza, e ancora il consigliere Marcante (Unione per Bozzolo)e il consigliere Nardi (Gruppo Misto). Situazione di 6 contro 2: dunque cosa conta il voto di Marcante? Poi se vogliamo creare il salvatore, facciamo pure”.

Avanzi ha risposto dopo qualche ora con un comunicato. “Sergio Nardi, per sua stessa ammissione, si considera “iscritto storico” del Pd e consigliere indipendente di maggioranza (non essendo mai uscito dalla stessa). Nardi si scusa oggi con i cittadini e (immagino) i simpatizzanti del partito ai quali due anni fa chiese di sostenere con il voto, in occasione delle consultazioni amministrative, la lista civica CambiAMO BOZZOLO. Se la coerenza non è un optional, dobbiamo credere che si scusi pure per l’atteggiamento, da lui tenuto (senza andare troppo a ritroso) dal 21 aprile scorso, giorno in cui Bozzolo, suo malgrado, si è trovato senza il sindaco Torchio decaduto per ineleggibilità. Da quel giorno, sino all’avvenuto ultimo tentativo di scongiurare il commissariamento del comune, da parte della maggioranza rimasta (dopo le note vicende che hanno visto il fuoriuscito Scognamiglio e la scelta stessa di Nardi di continuare ad essere parte del gruppo esclusivamente per non aver spostato la sua sedia in consiglio comunale dalla parte delle opposizioni) egli ha, nei fatti, continuato ad essere contrario ad ogni apertura possibile per giungere alla fine del mandato. Gli incontri fatti per trovare un fattivo accordo lo vedevano di volta in volta contrario. La segreteria provinciale del Pd lo ha più volte sollecitato a trovare una via d’uscita che portasse ad una intesa”.

“Per sua stessa ammissione – prosegue Avanzi – ha riferito che la “sua” soluzione (quale rimpasto di giunta) sarebbe stata da considerarsi “irricevibile” quanto “improponibile” al punto da non sottoporla neppure al sindaco facente funzioni che in più occasioni gli chiedeva collaborazione. Di cosa va parlando allora oggi il consigliere Nardi? Cos’è che tanto ancora gli da fastidio dopo aver deciso, con le opposizioni, che il commissario sarebbe stato il minore dei mali? Dopo aver ottenuto, solo per puntiglio, il rientro di un assessore e dopo aver giocato sporco sin da subito, di che lagnarsi dunque? Del fatto che a questo punto, con certezza, si son cercate le condizioni per riuscire a scongiurare il peggio? Dopo che ancora una volta con l’ennesima boutade, in perfetta sintonia con le opposizioni, il consigliere Nardi ha cercato in modo puerile e anche un po’ maldestro di ostacolare la surroga di un consigliere, si è arrivati, finalmente e in seconda convocazione (piaccia o meno), al quinto ed ultimo tentativo di far passare il Bilancio di previsione. E’ forse questo allora che ancora oggi non riesce a digerire o il fatto che proprio non gli sia riuscito di essere nominato vicario e di non essere stato lui l’artefice di un risultato portato a compimento?”.

Avanzi prosegue. “Le chiacchiere stanno a zero quando un “consigliere di maggioranza indipendente” o presunto tale, con le opposizioni, (che legittimamente scelgono una linea) tiene in scacco e in paralisi amministrativa per oltre due mesi il comune e gestisce la vicenda attraverso un volantino inutile quanto pretestuoso, per dimostrare il nulla (vista la sequela di inesattezze efalsità che esprimeva). Triste constatare che Nardi, per questo, non abbia trovato il modo di scusarsi. Nulla da dire allora se non il rimarcare i fatti e cioè che, sul filo di lana, un esponente della minoranza (che tale coerentemente rimane per appartenenza politica) decide – e qui aggiungerei un convinto “al posto suo” – di abbandonare ogni possibile rivalsa e sceglie, per il bene del paese (anche in nome di quelle persone che nel 2014 lo scelsero) di votare astenendosi sul bilancio, così come i cittadini bozzolesi speravano e chiedevano”.

“Se il consigliere Nardi non conosce il significato dell’essere “politicamente corretto” provi almeno ad esserlo “eticamente” – scrive Avanzi in chiusura di comunicato – . Mi auguro che per coerenza quest’anno non chieda la tessera, sarebbe davvero imbarazzante per lui e per gli iscritti, nel caso la voglia rinnovare sappia che non sono disposto a concedergliela. Sicuramente visti i molti incontri che ha avuto con Lega e Forza Italia saranno ben felici di contendersi un nuovo iscritto, ha un’ampia scelta”.

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