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Anche dall'Oglio Po l'appello
per la Provincia di Mantova:
"Prevalga proposta apartitica"

“Il nostro “manifesto” - si legge - è stato inoltrato nei giorni scorsi tramite Posta Certificata a tutte le amministrazioni comunali mantovane e stiamo tuttora ricevendo numerosi consensi, assolutamente trasversali rispetto alle caratteristiche delle forze che amministrano i vari territori mantovani".
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Parte anche da alcuni comuni del comprensorio Oglio Po un messaggio in direzione Mantova in vista delle elezioni della nuova amministrazione provinciale di Mantova, dopo la riforma Del Rio. “Riteniamo utile ribadire – scrivono alcuni sindaci dei comuni mantovani dell’Oglio Po – in questi giorni in cui si accavallano molte notizie in tema di prossime elezioni provinciali, che la nostra proposta, formalizzata in un documento ufficiale che abbiamo chiamato “Manifesto per l’elezione dei membri di governo dell’Ente di area vasta”, pone come prioritaria la necessità di un progetto il più largamente condiviso possibile per la gestione del nuovo ente, che metta al centro del ragionamento un programma concreto e criteri oggettivi per gestire le priorità che saranno in carico agli eletti”.

I fondatore dell’iniziativa sono i comuni di Commessaggio, Roncoferraro, Gazoldo degli Ippoliti, Serravalle a Po, Ponti sul Mincio, Sustinente, Mariana Mantovana e Casalromano, ma hanno aderito del percorso anche altre 25 amministrazioni. “Il nostro “manifesto” – si legge – è stato inoltrato nei giorni scorsi tramite Posta Certificata a tutte le amministrazioni comunali mantovane e stiamo tuttora ricevendo numerosi consensi, assolutamente trasversali rispetto alle caratteristiche delle forze che amministrano i vari territori mantovani, verso questa proposta di metodo e a brevissimo ne faremo una sintesi, coinvolgendo tutti i soggetti che ne abbiano sottoscritto con noi gli obiettivi. Si sta confermando il fatto che per molti le appartenenze ad aree politiche diverse non per forza debbano essere incompatibili con il poter ragionare su una linea comune, pur nel rispetto dei ruoli di ciascuno. Dobbiamo purtroppo anche rilevare titubanze e timori da parte di alcuni, che pur condividendo la nostra proposta, temono eventuali conseguenze negative nei rapporti con l’establishment partitico di riferimento”.

“Il nostro rispetto per i partiti e la loro legittima organizzazione interna non è in discussione – si legge – ma riteniamo che questa partita debba essere giocata su un piano diverso, senza candidature “imposte” dall’alto, poiché il rischio, come già ribadito nel nostro documento, è che il tutto si riduca ad una inutile prova di forza che andrebbe a discapito delle future sfide che la nostra provincia dovrà affrontare, ovvero il confronto con le aree limitrofe, alle quali dobbiamo presentarci uniti e compatti. Le scelte del candidato alla Presidenza e dei membri da eleggere nel nuovo Consiglio Provinciale devono a nostro parere essere espressione di un confronto costruttivo nato dalla base, dai territori, da chi quotidianamente amministra le proprie realtà e rileva sul campo le diverse problematiche. In questo senso rinnoviamo quindi il nostro appello, peraltro già raccolto da varie realtà locali, a trovarci attorno ad un tavolo, avendo sottoscritto il “manifesto”, per ragionare da amministratori quali siamo sul futuro della nostra provincia, a tutela di tutte le sensibilità che la compongono”.

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