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Coldiretti Cremona: “Pomodori
di alta qualità, arma
segreta degli azzurri”

Il pomodoro lombardo finisce in tutto il mondo: dalla Germania agli Stati Uniti, dagli Emirati Arabi al Giappone. Ed ora sarà alle Olimpiadi nei menu dei nostri Azzurri
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RIVAROLO DEL RE – “La campagna è iniziata e certamente avremo pomodori e salsa di notevole qualità. Il maltempo dei mesi scorsi ci ha procurato perdite fra il 10 e il 15% sui primi trapianti, ma grazie al caldo e alle escursioni termiche delle ultime settimane adesso la maturazione è perfetta”. Ad evidenziarlo è Paolo Voltini, Presidente di Coldiretti Cremona e del Consorzio Casalasco del Pomodoro, mentre in terra cremonese e mantovana ha preso avvio la “raccolta del pomodoro”.

Pomodori che il Consorzio Casalasco utilizza per la salsa Pomì, schierata alle Olimpiadi di Rio nella mensa degli atleti azzurri, insieme al Grana Padano, all’olio, al riso, ai meloni e ai cocomeri Made in Italy. Un’iniziativa (#riomangioitaliano, che per la prima volta porterà alle Olimpiadi sulle tavole degli atleti e degli ospiti di Casa Italia menu con i prodotti forniti direttamente dagli agricoltori italiani) nata dall’accordo tra Coldiretti e Coni, presentato dal Presidente nazionale della Coldiretti Roberto Moncalvo e dai vertici del Coni a Roma, e poi rilanciato,  la scorsa settimana, in piazza Stradivari a Cremona, con una partita di beach volley che ha visto in campo le atlete Pomì, con la partecipazione in massa dei cittadini cremonesi.

In attesa delle Olimpiadi sportive, si possono dunque considerare aperte le ‘Olimpiadi dell’oro rosso’. Quest’anno la produzione lombarda di pomodori dovrebbe superare i 5 milioni e mezzo di quintali su una superficie di oltre 8mila ettari, la metà dei quali (4.042 ettari) concentrati in provincia di Mantova e un altro 27% in quella di Cremona (2.188 ettari). Il resto è distribuito fra  Pavia (820 ettari), Brescia (564 ettari), Lodi (291 ettari), Milano (109 ettari) e Monza Brianza (poco meno di 7 ettari).

“La coltivazione del pomodoro – spiega Ettore Prandini, Presidente di Coldiretti Lombardia – è una delle colonne dell’economia agricola della nostra regione. In dieci anni in Lombardia le superfici sono aumentate di oltre duemila ettari, mentre al nord ormai si raccoglie più della metà di tutto il pomodoro italiano”.

“La necessità di garantire sempre maggiore qualità e informazione al consumatore – sottolinea Paolo Voltini, Presidente di Coldiretti Cremona e del Consorzio Casalasco del Pomodoro – ha portato le 370 aziende agricole che fanno riferimento al Consorzio Casalasco ad adottare la mappatura satellitare dei campi in modo che dalle confezioni di salsa sia possibile risalire anche all’immagine del terreno dove è avvenuta la raccolta”. Il pomodoro lombardo finisce poi, sotto forma di passate, in tutto il mondo: dalla Germania agli Stati Uniti, dagli Emirati Arabi al Giappone. Ed ora sarà alle Olimpiadi nei menu dei nostri Azzurri: un’occasione unica anche per combattere l’agropirateria internazionale che utilizza impropriamente parole, colori, località, immagini, denominazioni e ricette che si richiamano all’Italia per prodotti taroccati, che non hanno nulla a che fare con la realtà nazionale, e frena le potenzialità del nostro export.

Gli atleti azzurri – rimarca Coldiretti Cremona – sono gli ambasciatori dell’italianità nel mondo, che trova proprio nell’alimentazione il suo carattere più distintivo. Il falso made in Italy a tavola vale nel mondo 60 miliardi di euro, pari a quasi il doppio del valore delle esportazioni dei prodotti alimentari nazionali originali.

redazione@oglioponews.it

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