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Sisma, il casalese Ventura ad
Ascoli: "Casa natale crollata
all'interno, ma stiamo bene"

"La situazione è irreale - ci racconta Ventura, rispondendo dopo diversi tentativi al telefono - e dalle 7 di stamattina sto ricevendo chiamate da amici e conoscenti. La scossa è durata 22 secondi, alle 3.36 di questa notte ed è stata ondulatoria".
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Nella foto i danni del sisma ad Amatrice

ACQUASANTA TERME (ASCOLI PICENO) – La sua casa natale, costruita nel 1960 e ristrutturata nel 1987, c’è ancora: sono crollati alcuni muri interni, un armadio è finito sul letto fortunatamente vuoto, ma il resto ha retto e – quel che più conta – si sono salvate le persone che, al momento del tremendo terremoto che ha devastato nella notte tra martedì e mercoledì il Centro Italia, erano lì dentro. La mamma Pasqua, 86 anni, in particolare, oltre alla nipote e ad alcuni parenti che nella frazione di Agore, ad Acquasanta Terme, ridente paesino turistico in provincia di Ascoli Piceno, passano le ferie in montagna.

Alfonso Ventura, conosciutissimo a Casalmaggiore anche perché maestro di karate, è originario di quel comune e in questi giorni si trova proprio in zona, per la precisione nella sua casa di Ascoli Piceno di recente costruzione, dove trascorre le sue ferie. “La situazione è irreale – ci racconta Ventura, rispondendo dopo diversi tentativi al telefono – e dalle 7 di stamattina sto ricevendo chiamate da amici e conoscenti. La scossa è durata 22 secondi, alle 3.36 di questa notte ed è stata ondulatoria: me ne sono accorto perché alzandomi dal letto sono stato sballottato anche solo nel tentativo di muovere qualche passo”.

Ventura dapprima ha pensato alla moglie. “E’ su una carrozzina e non ci siamo fidati a prendere l’ascensore. Me la sono caricata sulle spalle e siamo subito scesi in strada: poi siamo rimasti in auto tutta la notte, non eravamo ovviamente gli unici. Per fortuna la nostra casa di Ascoli non ha avuto danni e ha retto, essendo stata anche costruita nel rispetto delle norme antisismiche. Quella di Acquasanta, che dista una quindicina di chilometri, invece…”. Già, il pensiero è subito corso a mamma Pasqua e ai parenti che lì si trovavano. “Sono stati momenti terribili, mamma non rispondeva al telefono di casa e il cellulare lì non prende. Per fortuna era uscita in strada dopo avere sentito la scossa. Io la casa di Acquasanta ancora non l’ho vista: ci andrò domani (giovedì, ndr) quando la situazione si calmerà un attimo, anche se servirà un permesso, dato che ora è inagibile. Per ora mi fido delle parole di mia mamma, che è spaventatissima, ma potrebbe non avermi detto tutto forse per non allarmarmi ulteriormente. E’ una casa alla quale sono affezionato, ovviamente: sono nato lì e l’ho curata e ristrutturata, perché il mio futuro lo immagino lì, in montagna”.

Il primo contatto, nella notte, attorno alle 4, è stato con la nipote. “Mi ha detto che stavano tutti bene, la frazione di Agore era scesa in piazza, quasi nessuno escluso. Per fortuna si sono registrati danni, ma non feriti né dispersi. Ad Amatrice (città simbolo del sisma, ndr), che da Agore dista 40 km, è andato peggio, come sentirete dai telegiornali. Sono zone turistiche, in particolare in questo periodo, e il mio timore è che il bilancio sia davvero tremendo. Ad Ascoli ora è un via vai di ambulanze e sirene: qui e a Rieti, infatti, si trovano gli ospedali centrali preposti ad assorbire l’emergenza il più possibile. Oggi (mercoledì, ndr) porteremo mamma qui ad Ascoli e nelle prossime ore tornerò nella mia casa natale per controllare l’entità reale dei danni: nell’immensa sfortuna mia mamma e mia nipote sono state fortunate”.

Giovanni Gardani-Nazzareno Condina

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