Un commento

Fossacaprara patria dei
giochi di una volta: parte la
16esima edizione della sagra

Se la domenica con il Campionato Italiano di Sburla la Roda si vivrà il momento clou a partire dalle ore 18 (tutti a caccia del titolo vinto da Bellaguarda per tre anni di fila), come dimenticare il Ciclotappo, il Campionato Nazionale di Battichiodo, l’elezione di Miss Capretta e ancora il Cacio al Fuso?
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FOSSACAPRARA (CASALMAGGIORE) – Tradizione locale, certo, da custodire, magari senza troppa gelosia, e da tramandare. Ma anche volontà di uscire dal localismo più spinto, perché cultura – del cibo, del gioco, della convivialità – significa anzitutto uscire dal propri orizzonti e diventare grandi. Un passo che Fossacaprara, frazione di Casalmaggiore, con la sua tradizionale sagra, ha deciso di compiere ormai da 16 anni, ripetendosi nel weekend in arrivo in questa edizione. Venerdì, sabato, domenica: tre giorni di cucina ma anche delle attività ludiche tipiche della nostra campagna, spesso dimenticate ma qui sempre riscoperte.

E se la domenica con il Campionato Italiano di Sburla la Roda si vivrà il momento clou a partire dalle ore 18 (tutti a caccia del titolo vinto da Bellaguarda per tre anni di fila), come dimenticare il Ciclotappo, il Campionato Nazionale di Battichiodo, l’elezione di Miss Capretta e ancora il Cacio al Fuso? L’associazione Oltrefossa ha badato alla tradizione, arricchendo il programma che, comprendendo anche la sagra dei bambini sabato e domenica, con il battesimo della sella di pony e asini a cura del centro ippico River’s Stable di Vicomoscano e la presenza di falchi e falconieri, e il concerto di violoncello e flauto di venerdì, impegnerà volontari e partecipanti dal tardo pomeriggio fino a tarda sera per tre giorni di fila.

Non si tratta soltanto di passare un po’ di tempo in compagnia, riscoprendo la nostra storia ludica: tra comunità di gioco, infatti, si rinsaldano amicizie ed è per questo che a Fossacaprara non mancherà una rappresentazione di Pellegrino Parmense, che porterà la gara di corsa alla forma (sottinteso, di Parmigiano Reggiano), così come Pienza, patria del Cacio al fuso. Una festa liscio free, senza musica, ed una ecosagra, ossia senza plastica e con acqua alla spina, dove saranno appunto i giochi a farla da padrone. Oltre alla cucina, che incarna la tradizione nella ricetta riscoperta e sempre apprezzata dei Gnoc a la Mulinera, patrimonio di Fossacaprara e un tempo del Casalasco e dei territori rivieraschi, oggi conservato nelle sapienti mani di poche “risdore”. La ricetta è oggetto di interesse da un paio d’anni da parte di Slow Food. Per non relegarla al ricordo l’unico modo è divulgarla, pertanto partecipare alla sagra e degustare un piatto di gnocchi è l’unico modo per conservarne la memoria. Domenica sera, invece, dopo la gara di Sburla la Roda, ossia il momento più atteso, spazio alla degustazione del pecorino di Pienza e del Parmigiano Reggiano di Montagna, una chicca.

Attenzione però a non dimenticare la cultura: nella giornata di domenica alle ore 17 l’Associazione Giochi antichi di Verona presenterà la mostra fotografica “Siamo qui per la bellezza del gioco” un viaggio attraverso 21 scatti del fotografo Vittorio Canisi che documenta come in ogni Stato, Nazione, qualunque siano le condizioni politiche, economiche, culturali e sociali l’uomo giochi! Attraverso frammenti di realtà quotidiane il gioco sarà descritto come elemento attivo, costantemente presente nella vita di tutti. Inoltre sabato alle 21 spettacolo teatrale per grandi e piccini “Apriti Sesamo – Vera storia di Alì Babà e i 40 ladroni” con i Genitori Instabili e l’orchestra “I Filòs” diretta dal Maestro Pietro Fornasari.

Fossacaprara con il suo Sburla la Roda, dopo la sagra di questo weekend, sarà peraltro presente al Forum della Cultura Ludica di settembre al Tocatì di Verona, dove saranno esposte una rotoballa, alcune foto delle gare  e la descrizione del gioco. Peraltro i proventi di questo momento comunitario hanno finanziato la cultura, con il restauro dell’Affresco dell’Annunciazione, tra i più antichi della Diocesi di Cremona, conservato proprio nella frazione casalese, e pubblicazioni sugli scavi archeologici del medio bronzo e sullo stesso Affresco, senza dimenticare un libro fotografico ora in cantiere. Curiosità finale: lo slogan che si leggerà sulle magliette disegnate da Erica Bossi rappresenta una capretta che salta, come invito ad allargare l’orizzonte e muoversi andando oltre. La tovaglietta, sempre ideata da Erica Bossi, raffigura invece l’Italia con indicati tutti i nomi di paesi che hanno a che fare con la parola capra o fossa. Come a dire: si gioca in casa.

Di seguito ecco il programma completo degli eventi (scaricare il file trascinandolo sulla scrivania per ingrandirlo):

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Giovanni Gardani

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Commenti
  • panta rei

    Sicuramente la Sagra più interessante del circondario…