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Motta Baluffi - Torricella
del Pizzo, 16 anni di
manto arginale dissestato

Emanuel Sacchini "Posso dire intanto che il tratto di nostra competenza, cioé il km e mezzo circa che porta al confine con Motta, sarà sistemato in autunno. L’ufficio tecnico è già al lavoro"
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TORRICELLA DEL PIZZO – Fu a seguito dell’alluvione del 2000 che si rifece l’ultima volta il manto stradale dell’argine maestro che collega Torricella del Pizzo e Motta Baluffi, un tratto di circa 5 km aperto alle auto (per la presenza di abitazioni e aziende agricole) nonostante costituisca un tratto della pista ciclabile VenTo. Sedici anni, e li dimostra tutti quella strada che ormai pochissime auto si avventurano a percorrere, e che costituisce un pericolo anche per le bici. I crateri più vasti sono stati riempiti dai due comuni con toppe d’emergenza, ma la situazione è decisamente critica, tanto che le amministrazioni comunali hanno stabilito il limite massimo.

Questa settimana è toccato a Motta Baluffi, e il cartello che indica i 30km all’ora è appena stato posizionato, mentre il tratto di Torricella si percorre a non oltre i 20 km/h. Non tutto per la verità, in quanto per il primo tratto, che serve la frazione di Cantoni e un po’ oltre, si è già provveduto. Si tratta di una strada abitualmente percorsa dalle auto, quindi chiediamo al sindaco di Torricella Emanuel Sacchini il perché di un ritardo così inusuale. «Posso dire intanto che il tratto di nostra competenza, cioé il km e mezzo circa che porta al confine con Motta, sarà sistemato in autunno. L’ufficio tecnico è già al lavoro: abbiamo messo a bilancio 70mila euro, e dovrebbero bastarne 50-60mila. Verrà anche rifatta la segnaletica. Nel frattempo abbiamo garantito la sicurezza con il limite di velocità».

Garantito per gli automobilisti e anche per il Comune, visti i rischi di eventuali richieste di risarcimento danni. «Certo, anche per garantire il Comune». Anche per chi percorre in bici il tratto della VenTo non è un bel biglietto da visita… «E’ vero, per questo abbiamo effettuato interventi tampone per eliminare le buche più pericolose. Il problema è che il tratto più deteriorato è anche il più recente. Furono lavori eseguiti in occasione dell’ultima piena del 2000. Gli argini più vecchi sono in condizioni migliori. Allora i lavori erano competenza di Aipo, questa è la prima volta che sono i comuni ad intervenire sull’argine maestro. La manutenzione resta in capo ad Aipo, mentre l’asfaltatura della sommità arginale oggi compete a noi. E’ vero che non si asfalta dal 2000, ma è da qualche anno che il manto ha ceduto. Purtroppo responsabile del cedimento è anche il traffico dei tanti mezzi che trasportano trinciato a servizio dei tanti impianti a biogas, che la Provincia ha disseminato nella zona. Son trattori con rimorchi spaventosi».

E non è possibile che questi contribuiscano alle spese di ripristino? «Non sono tenuti a farlo, perché rientra nella normale attività delle aziende». Recentemente in un’intervista rilasciataci, l’ideatore di VenTo, il docente del Politecnico di Milano Paolo Pileri, ha sostenuto che il percorso della ciclabile che collega Venezia a Torino non dovrebbe essere aperto alle auto. «Per il nostro Comune la chiusura alle auto è impensabile. Si potrebbero piuttosto individuare limiti in porzioni di argine, ma pensiamo che su quel tratto transitano anche mezzi pubblici. Va individuato un compromesso tra il progetto VenTo, che appoggio con entusiasmo, e la salvaguardia di servizi per un paese isolato come è il nostro».

La situazione economica favorevole ha consentito alcuni interventi, tanto che a breve verranno azzerati i mutui residui. «Entro metà settembre verrà rifatta la segnaletica nelle vie del paese. Abbiamo appena terminato i lavori al cimitero: pavimentazione, scarichi, bagni, tinteggiatura. C’è in dirittura d’arrivo la riqualificazione dell’illuminazione pubblica, e i primi riscontri sui consumi sono molto favorevoli, con un risparmio di oltre il 50% oltre all’efficienza che gli abitanti hanno dimostrato di gradire».

Tornando all’argine maestro, per il completamento anche Motta dovrà intervenire. «La proposta che ho fatto al collega Delmiglio riguarda anche il loro intervento prima dell’estate 2017, penso proceda in questo senso». Sarebbe più semplice e meno costoso procedere con un unico appalto per l’intero tratto. «Ma servono due distinte gare di appalto. Sarebbe diverso se fossimo in unione». Già, ma come noto i due paesi appartengono ad unioni diverse, e il tentativo di unificarle per il momento è andato a vuoto.

Ma sentiamo proprio Giovanni Delmiglio, cui chiediamo se, dopo aver limitato la velocità, pensa di intervenire. «I lavori di asfaltatura non sono ancora stati programmati, ma penso saranno fatti nella primavera del 2017». Se la sente di promettere che prima della prossima estate siano completati? «Penso di sì, sappiamo che c’è bisogno, e non parlo solo dell’asfalto sull’argine. E attraverso un mutuo o attingendo a qualche bando, comunque li faremo. Il fatto che Torricella sia in procinto di procedere mi obbliga a intervenire. Intanto a Motta stiamo mettendo le telecamere, e aspettiamo gli speed check, che serviranno da deterrente in alcuni tratti».

Risolviamo una curiosità tornando da Sacchini. Ma come mai avere limitato la velocità a 20 km/h e non a 30? «In verità non avevamo il cartello dei 30 all’ora, così abbiamo messo quello dei 20».

Vanni Raineri

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