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Una casa di riposo comoda
come un albergo: San Martino
svela la struttura rinnovata

Soprattutto dopo la ristrutturazione presentata al pubblico giovedì, sembra di entrare in un albergo dove chiunque vorrebbe soggiornare il giorno in cui venissero a mancare le forze. Stanze a due letti, saloni, colorati corridoi, la Cappella, sala da pranzo e salottini per la conversazione con i parenti.
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SAN MARTINO DALL’ARGINE – Cent’anni fa a San Martino c’era un luogo dove si distribuiva da mangiare agli indigenti. Assistenza e pasti caldi ai poveri. Adesso, dove prima sorgeva una specie di Caritas ante litteram, oggi c’è una Casa di Riposo moderna e funzionale che proprio giovedì ha inaugurato nuovi spazi per ospitare altri sei anziani.

Quaranta sono le persone – sei donne e per il resto maschi a conferma di una specie di primato di longevità da parte degli uomini (che invece si può leggere come una minor autosufficienza rispetto al settore femminile) – che ogni giorno possono contare su un’assistenza completa offerta da personale medico, infermieristico e ausiliario di grande dedizione e disponibilità. Considerare la struttura un “ricovero per vecchi” come è abitudine da parte dell’opinione pubblica, in questo caso, è un errore. La Rsa Baguzzi-Dassù nata tra campi di granoturco e vigneti in via Campagna nei pressi del “Vegar” in realtà si presenta come un piccolo hotel in grado di fornire ogni comfort agli ospiti.

Soprattutto dopo la ristrutturazione presentata al pubblico giovedì, sembra di entrare in un albergo dove chiunque vorrebbe soggiornare il giorno in cui venissero a mancare le forze. Stanze a due letti, saloni, colorati corridoi, la Cappella, sala da pranzo e salottini per la conversazione con i parenti. Il tutto adottando i necessari, anche se costosissimi, criteri antisismici. E poi pannelli solari per l’acqua calda, fotovoltaico per la corrente elettrica. Addirittura un compattatore per ridurre la quantità e quindi la spesa per i rifiuti. Queste sono alcune delle regole che il Consiglio d’Amministrazione dell’Ente ha adottato per contenere i costi e di conseguenza mantenere le rette il più possibile adeguate alle disponibilità economiche delle famiglie. Da aggiungere il particolare della rinuncia di qualsiasi gettone di presenza da parte di consiglieri e presidente.

E’ stato proprio questo ultimo, Alberto Prestini, con un eloquio semplice e alla mano, ad iniziare gli interventi di rito partendo dai ringraziamenti al personale e a tutti quelli che avevano collaborato alla realizzazione dell’opera, estendendo le gratificazioni alla segretaria Lorella per poi rivolgere un grazie anche al sindaco Alessio Renoldi e all’assessore regionale Giovanni Fava, entrambi presenti. Fava ha spiegato che nella vita il successo delle imprese spesso si determina con la fortuna dicendo che nel caso di San Martino la fortuna per quella struttura era quella di aver trovato la persona giusta come Prestini, ricordando poi che la gestione della terza età era la grande sfida del futuro su cui la Regione avrebbe cercato adeguate soluzioni, considerando le condizioni economiche di una società che non esce da una crisi ormai da considerare endemica.

Anche il sindaco Renoldi ha vantato la gestione della Casa di Riposo che attualmente è la seconda, dopo la Cleca, per importanza. “Una struttura sana economicamente grazie anche al direttivo che lavora volontariamente – ha detto – . In futuro affronteremo le problematiche relative ai costi, con le pensioni che non riusciranno a coprire le tariffe delle residenze” ha concluso il primo cittadino quasi a voler mettere da parte per il momento i crucci per gustare il piacere dell’inaugurazione affidata ad un’ospite centenaria, Emma Ognibene, che dalla sua carrozzina ha proceduto, con emozione, al taglio del nastro. Poi tutti a gustare il buffet di qualità proposto in giardino dal Consorzio Sablonetae Excelsus prima del pranzo completo al Bistrò del paese.

Rosario Pisani

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