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Don Samuele Riva sostiene
don Nevi: "Don Giuseppe,
carità nella verità"

Dialogo tra islam e cristianesimo: don Samuele spiega l’orientamento di don Giuseppe motivandolo con la ragione di aver agito esercitando quella forma di carità, alta e difficile, che è la carità della verità.
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Nella foto don Riva e don Nevi

SABBIONETA – Ci si ricorderà della generale spinta emotiva seguita all’uccisione in chiesa del prete cattolico Jacques Hamel. L’episodio cruento venne rivendicato dall’Isis sollevando enorme raccapriccio in tutto il mondo. Al punto che per cercare di evitare ulteriori esasperazioni si decise di far entrare i praticanti la religione islamica nelle chiese cristiane in una domenica che doveva avere una funzione riappacificatrice. Tante parrocchie sostennero l’iniziativa che tuttavia qualche critica ha sollevato.

Uno di quelli che non ha condiviso questo tipo di avvicinamento è stato don Giuseppe Nevi, attualmente parroco di S.Imerio, una delle parrocchie di Cremona, conosciutissimo a Casalmaggiore dove è nato e dove ha sostanzialmente iniziato la sua carriera religiosa. Immediatamente il sacerdote aveva manifestato il suo disappunto pubblicando un testo sul bollettino diffuso a metà agosto via internet in cui definiva testualmente “inaccettabile eresia la partecipazione di esponenti musulmani alla cerimonia tenutasi nel Duomo di Cremona (e contemporaneamente in tante altre chiese del Paese, ndr) il 7 agosto dopo il brutale assassinio del parroco francese Jacques Hamel.

Don Giuseppe Nevi, al termine di un breve periodo di silenzio, in cui ci si aspettava le reazioni non pervenute da parte del Vescovo, torna alla carica con argomenti teologici e richiami al diritto canonico per ribadire la sua forte  contrarietà all’incontro con i rappresentanti islamici nelle chiese. E lo fa proponendo tre opinioni tra loro legate, la prima proveniente dal parroco dell’Unità pastorale di Sabbioneta che in un lungo scritto sostiene pienamente la sua tesi appoggiandone l’atteggiamento di rifiuto verso questo decadentismo spirituale e teologico anche a costo di risultare ottuso di fronte all’opinione pubblica ed ecclesiale di un cattolicesimo maggiorenne e radical chic.

”Don Samuele spiega l’orientamento di don Giuseppe motivandolo con la ragione di aver agito esercitando quella forma di carità, alta e difficile, che è la carità della verità”. Al di là di questo binomio si fanno solo i pastrocchi avvenuti in Duomo a Cremona ribadisce il parroco di Sabbioneta. Le altre opinioni riportate da don Nevi per sostenere la sua posizione rigaurdano una intervista di Mons Galantino, sul Corriere, in cui il segretario generale della Cei ammetteva che qualche aspetto problematico la solidarietà manifestata dai musulmani durante le celebrazioni eucaristiche, poteva intravedersi, raccomandando prudenza e attenzione.

Infine una puntulizzazione anche sul momento dello scambio della Pace in cui persino Papa Francesco nel 2014 aveva sottoscritto un documento sulla questione del Culto Divino vietando lo spostamento dei fedeli dal loro posto per scambiarsi la pace. Disposizioni emanate anche verso i sacerdoti invitati a non allontanarsi più dall’altare per questo rito neppure durante matrimoni e funerali. Orientamenti evidentemente condivisi da don Samuele Riva e che non mancheranno di sollevare nuove polemiche e discussioni.

Rosario Pisani

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