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Carabinieri, arrestati
i due rapinatori
di Ca de Corti

S. A., albanese classe ’84, residente a Cremona e F.A., italiana classe ’93, residente a Monticelli d’Ongina, responsabili di rapina in concorso in danno della rivendita di formaggi sita nel comune di Cingia de’ Botti, in località Ca’ de’ Corti.
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CASALMAGGIORE – Nel pomeriggio di ieri, personale del Nucleo Operativo Radiomobile di Casalmaggiore, unitamente alle Stazioni Carabinieri di Scandolara Ravara, Sospiro, San Daniele e Solarolo R., hanno tratto in arresto S. A., albanese classe ’84, residente a Cremona e F.A., italiana classe ’93, residente a Monticelli d’Ongina,  responsabili di  rapina in concorso in danno della rivendita di formaggi sita nel comune di Cingia de’ Botti, in località Ca’ de’ Corti.

La coppia, intorno alle 11,30, si era introdotta all’interno del citato esercizio commerciale, mettendo a soqquadro la merce esposta così da costringere gli anziani titolari ad allontanarsi dal bancone; ne conseguiva una breve colluttazione in cui i proprietari del negozio venivano spintonati e strattonati dal giovane albanese, mentre la compagna italiana scavalcava il bancone appropriandosi dell’incasso di circa 600 euro.

In pochi  istanti i malfattori riuscivano a guadagnare la fuga a bordo di un’autovettura alfa romeo 156 sw di colore grigio. Dopo l’allarme lanciato dalle vittime, acquisita una prima descrizione dei rapinatori, sono state immediatamente diramate su tutto il territorio cremonese le ricerche dei predetti e della vettura in loro uso che, dopo poco, veniva avvistata lungo la via Giuseppina, in direzione Cremona. L’immediato intervento delle pattuglie impegnate nelle ricerche, permetteva di rintracciare e bloccare la coppia corrispondente alla descrizione fornita dalle vittime all’interno di un bar di Sospiro, ove evidentemente i due erano convinti di eludere eventuali controlli confondendosi tra gli abituali avventori.

Condotti in caserma, sono stati sottoposti a perquisizione personale. Occultato nel reggiseno della donna, buona parte del bottino, pari a euro 480; la successiva individuazione fotografica non lasciava dubbi circa l’identificazione degli autori della rapina. I due non erano nuovi alla giustizia, già tra l’altro gravati da numerosi precedenti penali per violazione delle norme sugli stupefacenti e reati contro il patrimonio – e pertanto, dopo le formalità di rito, il p.m. di turno, dott. Abbadessa, ne disponeva la traduzione presso la casa circondariale di Cremona (per S.A.) e presso il carcere femminile di Brescia (per F.A.).

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