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Sabbioneta, dentro la leva
"Il noleggio dei pullman
come segnale di responsabilità"

I due amici rassicurano sulla responsabilità che distingue i componenti il gruppo. "Almeno noi di Sabbioneta riusciamo ad autocontrollarci evitando gli episodi del passato, quando qualcuno aveva sporcato palazzi rinascimentali con le bombolette spray". La festa della leva è iniziata giovedì scorso al Pioppino di Asola.
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SABBIONETA – Quattro giorni. Anzi quattro notti, da giovedì a domenica, di festa sfrenata, sempre condotta con criterio e responsabilità, almeno in qualche caso. Basti dire che hanno controllato che nessuno facesse l’idiozia di provocare danni e oltrepassare il comune senso della civiltà. Anche per questo hanno scelto di noleggiare pullman per recarsi nelle discoteche ove scatenarsi e divertirsi, senza rischi al rientro. Un bilancio della festa della leva conclusasi domenica sera spiegato da alcuni ragazzi incontrati a Sabbioneta alle prime luci dell’alba, in attesa di trovare un bar aperto prima di ritirarsi definitivamente a casa a dormire.

Indossano le stesse magliette blu dei ragazzi del FestivaLetteratura. Differente la missione perché se compito dei volontari di Mantova era quello di orientare il pubblico nel labirinto librario, questi giovani di Sabbioneta devono indirizzare se stessi verso casa dopo una notte, la terza consecutiva, di bevute e baldoria. E poi c’è lo slogan stampato sulle loro magliette a sottolineare la “mission”: “Chi in leva ci cerca a bevar as cat!” (Chi alla leva ci cerca a bere ci trova!). Curioso il fenomeno di un autentico rito che ogni anno coinvolge ragazzi e ragazze al compimento del 18esimo anno di età e che stavolta pare abbia coinvolto più di 500 ragazzi di varie località. Un evento probabilmente circoscritto alla zona casalasco-viadanese e mantovana, essendo sconosciuto per esempio appena di là del Po in provincia di Parma. Domenica mattina, come detto, alle 7 abbiamo incontrato alcuni reduci da una di queste feste: due ragazze, una bionda e una moretta in bicicletta, in attesa che riaprisse la pasticceria, stanche e con poca voglia di dialogare e poi due loro “colleghi”, Andrea e Gianluca, gentili, educati e disponibili a scambiare quattro chiacchere per spiegare il fenomeno.

“E’ vero non si fa piu il militare ma l’abitudine a programmare la festa della leva non si è persa” racconta Andrea studente al Don Bosco di Viadana, il più loquace. Anni fa i ragazzi chiamati alle armi prendevano a prestito un carro agricolo infiorandolo e decorandolo con l’edera e poi giravano nei paesi tracciando scritte amorose col gesso davanti alle case delle ragazze predilette. “Adesso noleggiamo i pullman” aggiunge Gianluca del linguistico a Casalmaggiore, lasciando intendere il grado di responsabilità che permette loro di restare lontani dai pericoli potendo lasciarsi andare ad abbondanti libagioni e bevute. “Soltanto qui accanto al bar Vaudeville di Sabbioneta un signore per due volte ci ha chiesto di zittirci perché doveva dormire. Ma erano solo le 23. Nelle discoteche invece prima di farci entrare ci perquisiscono togliendoci fischietti e petardi. Con 18 euro a testa ci siamo fatti stampare zaino, bandana e le magliette blu con tracce  di giallo per ricordare i colori di Sabbioneta. Al centro la bussola che in mezzo rappresenta una bottiglia invece dell’ago. Una creazione di Melany Maffezzoli, bravissima disegnatrice artistica”.

Poi i due amici rassicurano sulla responsabilità che distingue i componenti il gruppo. “Almeno noi di Sabbioneta riusciamo ad autocontrollarci evitando gli episodi del passato, quando qualcuno aveva sporcato palazzi rinascimentali con le bombolette spray”. La festa della leva è iniziata giovedì scorso al Pioppino di Asola, continuata venerdì dall’amico Fabio al Prince di Gussola e sabato al Florida di Ghedi. Sempre con tragitti percorsi in pullman. Domenica sera gran finale al Cloud di Viadana “dove andremo ognuno con la propria auto caricando gli amici in varie fasi, ripromettendoci di rientare a casa presto perché lunedì riparte la scuola per tutti”, concludono  i due amici con le palpebre che si fanno sempre più pesanti.

Rosario Pisani

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