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Bozzolo, dibattito Referendum,
Cinzia Nolli non porta
il saluto della città

E' mancato il saluto da parte della sindaca Cinzia Nolli come normalmente avviene allorchè si tengono incontri pubblici in una sala civica messa a disposizione dei relatori. La prima cittadina è rimasta fuori dal locale accanto ad alcuni suoi collaboratori.
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10BOZZOLO – La riunione indetta giovedi sera a Bozzolo per cercare di comprendere le ragioni del si o del no al prossimo referendum sulla questione costituzionale ha contribuito a diffondere anche il marchio di “Terre di Lombardia” un’associazione culturale di Autonomia ed Identità come recitava il manifesto esposto.

L’inizio dell’importante assemblea ha avuto qualche scompenso. Innanzitutto per l’assenza della consigliera regionale di Forza Italia Annalisa Baroni e poi quella della segretaria provinciale del Pd Antonella Forattini il cui nome spiccava sopra un posto vuoto sul tavolo dei relatori. Sopratutto è mancato il saluto da parte della sindaca Cinzia Nolli come normalmente avviene allorchè si tengono incontri pubblici in una sala civica messa a disposizione dei relatori. La prima cittadina è rimasta fuori dal locale accanto ad alcuni suoi collaboratori. La serata ha cosi visto una prevalenza almeno dal punto di vista dialettico da parte di Giovanni Fava, assessore regionale e del consigliere regionale Bruno Galli contro il consiliere regionale Marco Carra unico rimasto a difendere la validità delle proposte targate Matteo Renzi.

In sala, oltre all’entourage della Lega Nord, da Cedrik Pasetti al sindaco di Commessaggio Alessandro Sarasini una folta rappresentanza della Lega viadanese mescolata ad esponenti del Movimento 5 Stelle. Non è sfuggita la presenza e gli atteggiamenti di assenso da parte di rappresentanti di forti categorie agricole. In sostanza il dibattito, coordinato da Sara Malagola ha visto Fava e Galli affondare nettamente i presunti vantaggi elencati dai fautori del “si” parlando della riforma come di una insalata russa capace di crerae un rimpallo tra Camera e nuovo Senato con un conseguente corto circuito disastroso sopratutto per i nove modi di fare leggi che ne sarebbero derivati.

Marco Carra sommessamente ha rintuzzato tutte gli attacchi parlando di una riforma importante che al contrario avrebbe portato velocità e snellimento per rimodernare il Paese determinando pure benefici anche al rafforzamento delle Regioni.

”Questa è una riforma scritta coi piedi. Prima decisa per contrastare l’avanzata della Lega e oggi per paura dei “Grillini” ha ribattuto Galli. Fava ha colto il punto sulle Regioni ripetendo il concetto di una popolazione che da sola poteva costituire per importanza il settimo Stato dei 28 membri europei .Sottolineando che oggi la questione dell’identità non è più di tipo etnico ma quella di tradizione e costume insistendo quindi sulla necessità di ottenere una piena autonomia da parte della Lombardia rispetto ad uno Stato accentratore. Proprio per questo il presidente Maroni si stava impegnando a Roma per cercare di ottenere l’autorizzazione ad un referendum di questo tipo, possibilmente nella stessa data di quello per la rifroma costituzionale, anche per evitare ulteriori costi economici. Dunque il sogno di diventare come il Trentino o la Sicilia Regioni a statuto speciale, continua.

Rosario Pisani

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