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Cosap, quanti accertamenti:
il comune invita Ica per
capire eventuali anomalie

“Il sovrapprezzo è del 10% se il pagamento è avvenuto entro i 30 giorni di ritardo - spiega Poli - o del 100%, dunque con un raddoppio della spesa, se il pagamento è stato effettuato dopo i 30 giorni. Ora, noi non vogliamo invitare nessuno a non pagare o a fermarsi: solo vogliamo fare presente che stiamo approfondendo".
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CASALMAGGIORE – E’ un’autentica pioggia di accertamenti quella che, nelle ultime ore, è arrivata ad alcuni contribuenti di Casalmaggiore per quanto concerne la Cosap, ovvero il canone per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche. Come noto, da meno di un anno la Cosap è stata esternalizzata e, mediante gara di appalto, è gestita da Ica, che si preoccupa sia di fornire il servizio, nel caso delle affissioni, sia di riscuotere appunto il canone dovuto.

Va detto, come precisa l’assessore al Bilancio Marco Poli, che si tratta di cifre minime. “Ho visto personalmente alcuni accertamenti e si va da un minimo di 7 euro a un massimo di 100 euro: chiaramente ogni caso è diverso, ma il punto non sta nella spesa, bensì nell’alto numero di accertamenti che sono stati spediti da Ica ai vari esercenti di Casalmaggiore”. Da qui la decisione dell’assessore e del comune. “Vogliamo capire bene quella che sembra una anomalia e per questo motivo tra una decina di giorni incontreremo proprio i rappresentanti di Ica, studiando nel mentre quelle che sono le linee guida della legge”.

Gli accertamenti riguardano per lo più tardività, ossia come si dice in genere non mancati pagamenti, bensì pagamenti già effettuati in ritardo rispetto alla scadenza prevista (che varia a seconda dei casi). “Il sovrapprezzo è del 10% se il pagamento è avvenuto entro i 30 giorni di ritardo – spiega Poli – o del 100%, dunque con un raddoppio della spesa, se il pagamento è stato effettuato dopo i 30 giorni. Ora, noi non vogliamo invitare nessuno a non pagare o a fermarsi: solo vogliamo fare presente che stiamo approfondendo la questione e che tra una decina di giorni ne sapremo di più. Non escludiamo che la sanzione sia corretta, ma considerato il gran numero di accertamenti, meglio guardarci dentro”.

Giovanni Gardani

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