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Fossacaprara, furto in chiesa
di San Lorenzo: rubati due
tabernacoli e il calice con ostie

Difficile quantificare il valore effettivo, più semplice ipotizzare, dato che i furti in chiesa sono quasi sempre di questo genere, un atto su commissione: stanno indagando i carabinieri di Casalmaggiore, che alle 7 di martedì erano già sul posto per un primo sopralluogo.
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Nella foto la porta scassinata e la cappella dalla quale è stato asportato il tabernacolo

FOSSACAPRARA (CASALMAGGIORE) – Hanno suonato anche questa notte, quando quasi era l’alba, le campane della chiesa di San Lorenzo a Fossacaprara, una delle più antiche della Lombardia, essendo dell’XI secolo. Lo hanno fatto, suonando a morto, per preannunciare alla popolazione la triste dipartita di un compaesano: solo che, quando colui che attualmente svolge la funzione del sagrestano nella frazione casalese, ha cercato di entrare in chiesa dalla porta laterale, ha trovato una brutta sorpresa. La serratura era stata completamente scassinata e messa fuori uso da qualche sconosciuto che, avendo poi libero accesso ai locali retrostanti rispetto all’altare, ha avuto gioco facile nell’asportare gli oggetti che ha considerato più preziosi.

Difficile quantificare il valore effettivo, più semplice ipotizzare, dato che i furti in chiesa sono quasi sempre di questo genere, un atto su commissione: stanno indagando i carabinieri di Casalmaggiore, che alle 7 di martedì erano già sul posto per un primo sopralluogo. Va detto che solitamente l’arte sacra ha un buon commercio tra i collezionisti o sul mercato nero, che negli ultimi anni si è spostato spesso e volentieri all’estero e nell’Est Europa, ma nessuna pista può attualmente essere esclusa.

Nella foto le orme dei ladri visibili sul legno

Nella foto le orme dei ladri visibili sul legno

A sparire, nella chiesa di San Lorenzo – che custodisce il più antico affresco della Diocesi di Cremona e che è uno degli edifici di culto che più si lega alla vita della propria frazione, dato che la famosa Sagra di Fossa si svolge proprio sul piazzale erboso della chiesetta – un calice dorato contenente peraltro ostie consacrate, anch’esse scomparse, e due tabernacoli risalenti al 1687, asportati letteralmente da due cappellette opposte nell’architettura dell’edificio. I carabinieri, lo stesso sagrestano che per primo si è accorto del furto, e don Ottorino Baronio, parroco delle frazioni di Vicomoscano e Fossacaprara, hanno notato alcune impronte di scarpe, che ovviamente non potranno aiutare più di tanto, ma confermano appunto il colpo. La serratura è stata subito riparata per evitare altre sorprese: il timore è che il furto non sia isolato e che qualche ospite sgradito possa tornare a fare visita a breve.

Giovanni Gardani 

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