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Cosap, CNC contrattacca:
"Esternalizzare? Un errore
che noi correggemmo"

"Su tutta questa vicenda avevamo detto che l'esternalizzazione avrebbe portato problemi. Lo dicevamo perché gli stessi problemi li avevamo avuti noi"
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CASALMAGGIORE – Cassandre? Non proprio, solo politici dalla buona memoria. Perché il Comune, con i problemi attuali della proliferazione di cartelle di accertamento aveva già avuto a che fare. Almeno sino al 2010 quando l’amministrazione (allora Silla) aveva deciso di riprendere in mano il servizio di riscossione togliendolo alla gestione di chi lo gestisce adesso.

La pioggia di accertamenti e sanzioni piovuta sui cittadini Casalsachi non ha trovato CNC impreparata. “Su tutta questa vicenda avevamo detto che l’esternalizzazione avrebbe portato problemi. Lo dicevamo perché gli stessi problemi li avevamo avuti noi. Nel 2010 riprendemmo in mano la riscossione proprio per tutta una serie di problemi sopraggiunti. Ci dispiace non ci sia stata data retta. Lo avevamo detto in consiglio. Attenzione!”.

Qualche situazione limite: “Quella dei passi carrai è emblematica. Con la gestione diretta i cittadini pagavano 19 euro. Oggi ne pagano 19 più due di avviso a casa. Un aumento del 10%. O altre in cui a fronte di nessuna comunicazione sul dovuto pagamento della tassa, arriva poi la sanzione perché quella tassa non la si è pagata. Potremmo parlare di una signora che, ricevuta la sanzione, ha cercato di spiegare che per quanto dovuto non aveva ricevuto nessuna comunicazione. Al numero verde le hanno spiegato che la comunicazione non era necessaria e lei spiegava che non avrebbe potuto sapere se la cifra da versare era la stessa o diversa dall’anno precedente. Non c’è stato nulla da fare”.

Problemi, secondo l’opposizione, anche per quel che riguarda lo stesso contratto in essere: “Sul contratto è specificato che l’ICA avrebbe dovuto aprire un ufficio a Casalmaggiore. Un front Office. A parte un punto alla libreria il Seme che serve solo per i manifesti, questa disposizione del contratto non è stata mantenuta. Perché se poi vai a lamentarti o a chiedere spiegazioni su una cartella allo stesso punto, ti rimandano al numero verde. Tra l’altro per il concessionario sono previste penali per i disservizi. Penali che vanno dai 50 ai 300 euro per i disservizi. E se quello attuale si prefigurasse come un disservizio avrebbe poi il comune la forza di chiedere i danni?”.

CNC ribadisce: “A noi dispiace sul serio per tutti gli utenti, e ancora oggi ci chiediamo perché il Comune non abbia gestito in maniera autonoma il servizio. Il guadagno sarebbe stato lo stesso, se non maggiore, l’addetto c’era già. Ora chiediamo al Comune che chieda alla ditta di attenersi a ciò che dispone il contratto, che si attenga agli obblighi e chiediamo un ufficio in cui la gente possa chiedere personalmente conto degli eventuali disservizi o informarsi direttamente delle cartelle. Non è possibile che il confronto debba avvenire con un numero verde”.

Nazzareno Condina

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