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Riunione Commissione
Mensa, clima
tesissimo in comune

Mamme che tengono ai loro figli, e tengono a ribadirlo: "Vuoi che ti dica come usciamo da questo incontro? Incazzate. Questo - spiega Tortella - il termine giusto. Ci hanno fatto fare la parte dei figuranti muti".
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CASALMAGGIORE – Il malcontento dei genitori é forte. Ed anche la determinazione nell’andare avanti in una battaglia, che poi è quella di avere un servizio mensa che torni ad essere gestito direttamente dal Comune. L’incontro in Comune con i rappresentanti della Markas, l’amministrazione (presente l’assessore Sara Valentini), la direzione scolastica e i membri della commissione mensa, iniziato alle 18.20, è durato oltre quattro ore ed ha sancito la netta spaccatura tra le ragioni dei due opposti schieramenti e l’incapacità – almeno per ora – di trovare la possibilità di un dialogo. Il fatto di aver invitato i genitori ad assistere alla seduta senza dar loro la possibilità di esporre le proprie ragioni non ha contribuito di certo a rasserenare gli animi. I genitori (una ventina) hanno dovuto assistere, senza poter intervenire, alla riunione prima di abbandonare la seduta a incontro ancora in corso poco dopo le 21.30.

Il clima resta teso. “Non so cosa ci abbiano fatto venire a fare. Abbiamo fatto la parte dei figuranti muti – spiega Federica Tortella, uno dei genitori del Comitato (spontaneo, il ribadirlo ha le sue ragioni) Mamme Mensa – e poi avremmo pure dovuto essere soddisfatte”. Non è finita qui. Le mamme hanno pure ricevuto l’aiuto dell’avvocato Carlo Pellegri che ha deciso di dare loro una mano. “Abbiamo chiesto a lui come muoverci – spiega Federica – e non ci fermiamo qui. Siamo profondamente delusi anche dalla direzione scolastica. Non siamo un sedicente comitato, e neppure un’associazione strutturata che ha bisogno di darsi ordinamento e ruoli, ma un gruppo di mamme che hanno a cuore i propri figli. Che sono i nostri figli”.

Mamme che tengono ai loro figli, e tengono a ribadirlo: “Vuoi che ti dica come usciamo da questo incontro? Incazzate. Questo il termine giusto”.

Un membro della commissione mensa, al termine, è piuttosto frastornato. “Sono entrato ed il clima era già teso – ha spiegato al termine dell’incontro – e non ho capito la necessità di fare assistere alla seduta i genitori. O li chiami, e li fai parlare, o non li chiami ed organizzi in seguito un incontro per spiegare ciò che è emerso”. Nessun dato sullo sciopero della mattina, l’unico dato emerso è quello dei bambini (sei, per l’esattezza) che han portato il pasto da casa aderendo allo sciopero senza preventiva autorizzazione. La riunione è andata avanti tra accese discussioni, anche in seguito. Chi si aspettava taralli e vino dunque è rimasto deluso. Lo scontro resta aperto. Ed è più acceso che mai.

Nazzareno Condina

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