Cronaca
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Bozzolo, don Colmegna sulle tracce di don Primo: "La carità senza giustizia è una truffa"

Don Mazzolari, è stato ricordato, ha tentato di dare la parola ai miseri e la domanda che ora ognuno di noi deve porsi è di riconoscere se noi sappiamo fare altrettanto. Don Colmegna ha insistito poi sul rischio di dedicare attenzioni e tempo ai diseredati solo per un’autogratificazione personale

14793998_10210732058888655_1507729700_nBOZZOLO – Le parole di don Primo Mazzolari, i suoi messaggi, le sue profezie sono risuonate mercoledi sera in Sala Civica a Bozzolo rivelandone ancora una volta tutta la straordinaria attualità di cui sono impregnate. L’occasione l’ha fornita don Virginio Colmegna presidente della Fondazione “Casa della Carità” che ha preso spunto dalla raccolta dei pensieri di don Primo raggruppati all’interno della rubrica” Adesso” da padre Leonardo Sapienza.

Agli scritti del prete di Bozzolo intitolati “La Parola ai Poveri” ha dato uno starordinario contributo anche Papa Francesco scrivendo di suo pugno una dedica in cui invita a riflettere sulle parole di don Primo. “E’ un tema molto provocatorio – ha esordito don Colmegna presentato dal presidente della Fondazione Mazzolariana don Bruno Bignami – poichè molti amano parlare dei poveri mentre risulta più difficile dare loro la parola”. Il tema trova un evidente stimolo riflettendo su certi passaggi evangelici in cui in cui Gesù ripete il concetto “Non sono venuto qui per i sani ma per i malati.” Don Mazzolari, è stato ricordato, ha tentato di dare la parola ai miseri e la domanda che ora ognuno di noi deve porsi è di riconoscere se noi sappiamo fare altrettanto. Don Colmegna ha insistito poi sul rischio di dedicare attenzioni e tempo ai diseredati solo per un’autogratificazione personale.

“Il valore della carità – è stato in sintesi il messaggio del relatore – c’è solamente se si raggiunge una dimensione contemplativa, e non soltanto per ottenere interessi propri.” Numerose le citazioni tratte dai pensieri di don Primo a cominciare dalla monumentale omelia del venerdi santo del 1957 “Nostro fratello Giuda“ dove il parroco di Bozzolo esprimeva la carità del suo cuore anche verso Giuda e verso se stesso e il popolo per entrare in relazione con i poveri e confrontarsi con le debolezze e le fragilità di ciascuno. Il presidente di “Casa della carità “ nel ricordare che la Chiesa non è una Ong ma si trasforma in ‘Ospedale da campo’ per fare entrare tutti noi per diventare poveri abbandonando la logica dell’aiuto come dovere morale perchè “la carità senza giustizia, (sono state le sue ultime parole) è una truffa”.

Rosario Pisani

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