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Pietro Ghizzardi, il ricordo
di Boretto in una mostra (che
presto può arrivare a Viadana)

Il titolo della mostra "Mi faceva il suo richordo tutto" (scritto con la h) vuole indicare il connubio tra pittura e scrittura che distinse Ghizzardi negli ultimi tempi, sia per il ricordo struggente del padre scomparso, sia per l'impegno nella scrittura così ricca di consonanti.
Nella foto un'opera di Ghizzardi e l'artista con Mike Bongiorno

BORETTO – Grande partecipazione alla  Mostra delle opere di Pietro Ghizzardi, inaugurata sabato pomeriggio alla galleria “Prospettiva 16” a Boretto. L’evento organizzato in occasione del trentennale della sua morte, ha visto la presenza di Lucia Ghizzardi, nipote dell’artista che ne ha tracciato il profilo sia dal punto di vista professionale che umano, in maniera esauriente arrivando anche a spiegare quanto lo stile di Ghizzardi non fosse ispirato dalla follia.

Interessante anche la commemorazione fatta da Valter Rosa, che ha trovato molte affinità tra il pittore reggiano (di origini mantovane) e il proprio padre, entrambi vissuti nello stesso periodo in cui la civiltà contadina veniva risucchiata dall’epoca industriale. Il titolo della mostra “Mi faceva il suo richordo tutto” (scritto con la h) vuole indicare il connubio tra pittura e scrittura che distinse Ghizzardi negli ultimi tempi, sia per il ricordo struggente del padre scomparso, sia per l’impegno nella scrittura così ricca di consonanti da fare assomigliare i suoi scritti a spartiti musicali. Proprio alla lettura di alcuni suoi brani è stata dedicata la giornata di domenica con una gita sul Po in motonave sino ai luoghi della sua gioventù, Viadana e Pomponesco. E a marzo quasi certamente la mostra sarà trasferita proprio a Viadana, città natale dell’artista.

Rosario Pisani

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