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Alla scoperta della figura di Madre Teresa: mostra (quasi in anteprima) a Santa Chiara

Pensata dal Mother Teresa Center, la mostra itinerante a Casalmaggiore resterà attiva per tutto il periodo di fiera e seguirà un percorso mondiale, con tappe sparse per tutto il globo: per questo l'Associazione Famiglie ha pensato bene di non farsi sfuggire l’occasione.

CASALMAGGIORE – Non possiamo parlare tecnicamente di una anteprima, anche se poco ci manca. La mostra dedicata alla figura di Madre Teresa di Calcutta, allestita presso la chiesetta di Santa Chiara a Casalmaggiore, luogo prediletto dall’Associazione Famiglie di Santo Stefano che ogni anno qui sceglie di dare spazio alle proprie idee, è infatti stata lanciata in tutto il mondo soltanto lo scorso ottobre, pochi giorni dopo la canonizzazione della suora di origine albanese ma nata a Skopje, avvenuta a San Pietro il 4 settembre scorso.

Pensata dal Mother Teresa Center, la mostra itinerante a Casalmaggiore resterà attiva per tutto il periodo di fiera e seguirà un percorso mondiale, con tappe sparse per tutto il globo: per questo l’Associazione Famiglie ha pensato bene di non farsi sfuggire l’occasione. L’esposizione è costruita sulla presenza di pannelli che spiegano la vita della Santa, che peraltro, come rivela un articolo custodito sul posto e mostrato, all’occorrenza, a chiunque lo richiedesse, venne in visita a Rivarolo Mantovano nel 1982. Dalla nascita con il nome di Agnese Bjaxhiu, alla conoscenza, sin da subito, con la povertà e la miseria, fino alla vocazione e alla scelta di fondare l’ordine delle Missionarie della Carità dopo la visione di Dio e quella richiesta “Ho sete”, che si trova sotto ogni crocifisso nelle cappellette costruite proprio dalle suore dell’ordine nato con Madre Teresa.

La mostra ha un particolare interesse storico nel momento in cui svela anche il periodo più oscuro della Santa di Calcutta, quando la fede vacillò anche per la paura di non riuscire a realizzare la propria missione, trovando però sempre un appoggio costante in Dio: particolari che non vennero mai rivelati quando Madre Teresa era ancora in vita, ma soltanto dopo la sua morte in alcune lettere autografe. Il percorso, mostrato anche alle scuole di Casalmaggiore e del Casalasco mediante una visita guidata, si chiude proprio con la ricostruzione di una cappelletta con tanto di inginocchiatoio e di crocifisso con la scritta, appunto, “Ho sete”. Sete di anime, sete di fede e di Cristianità. Proprio lì, a lato della croce, sta anche la dedica di questa mostre: alle quattro Missionarie della Carità trucidate nello Yemen dai fanatici dell’Isis nell’estate 2015.

Giovanni Gardani

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