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CNC e Listone uniti: "I Consigli Comunali adesso li convochiamo noi"

"Il consiglio Comunale - ha ribadito Pierluigi Pasotto (CNC) - é stato espropriato negli ultimi anni da una funzione che ha sempre avuto. Questa iniziativa è nata a partire proprio da questa considerazione condivisa. Porteremo le problematiche della gente in consiglio".

In foto: Formiatti, Rosa, Tascarella, Pasotto e Toscani

CASALMAGGIORE – Sembrano passati secoli dalle pesanti accuse, subito dopo la tornata elettorale, di appoggio del Listone – appoggio ritenuto fondamentale per il Centrosinistra al di là della convergenza dello sparuto drappello azzurro sul candidato di Centrodestra – alla elezione di Filippo Bongiovanni come sindaco della città. Secoli dalle guerre dei mesi successivi a quello che fu un vero e proprio ‘ribaltone’ dal punto di vista politico con la vittoria del Centrodestra per una manciata di voti.

Era il tempo di Claudio Silla, dei mancati accordi preelettorali, di una certa sufficenza del Centrosinistra che ‘sovrastimò’ la propria forza in città tanto da ritenersi, anche alla luce della prima tornata elettorale, al riparo da sorprese di ogni genere. La sorpresa – dolorosa – ci fu. Ma – da ieri soprattutto ma i prodromi si erano già colti negli ultimi consigli comunali – quella è storia. E ad una storia ne segue un’altra.

Ieri, nella sede del PD, i gruppi di CNC (tre consiglieri) e Listone (due) hanno sancito un accordo di per se storico. Quello di cominciare a dettare il calendario dei te

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Mirca Papetti

mi da discutere in Consiglio, forti delle cinque firme (ne basterebbero quattro) per chiedere la convocazione dei consigli comunali con una cadenza quanto meno mensile, alla luce della dilatazione dei tempi sulle convocazioni dettata dalla maggioranza.

A presentare l’accordo Pierluigi Pasotto e Calogero Tascarella (CNC), insieme a Maurizio Toscani, Gabriel Formiatti ed Alessandro Rosa (Listone). Nell’accordo favorevoli anche Mirca Papetti (CNC) e Ilenia Sortino (Listone). “Il Consiglio comunale – hanno chiarito i due gruppi – in questi due anni e mezzo è diventato solo un luogo dove ratificare le decisioni della giunta, con sempre meno spazio per la discussione per poter esprimere la nostra funzione di controllo. Quest’anno siamo rimasti anche tre mesi senza sedute e capiamo bene che questa è una strategia della maggioranza che tende a silenziare tutto. Troppo silenzio può però ingenerare dubbi e cattivi pensieri. Non ci sta bene, anche per una questione di dignità e trasparenza dell’Istituzione. Abbiamo abbandonato interrogazioni ed interpellanze per passare alle mozioni (le uniche sulle quali poi si può aprire una discussione poiché si votano dopo il dibattito, ndr) e stimolare così il confronto, ma questo non è utile se la cadenza viene dilatata a dismisura. Ci siamo ritrovati a discutere a fine estate mozioni presentate a marzo e questo a discapito di problematiche che la gente vive sulla propria pelle”. I consigli Comunali dovrebbero essere convocati almeno una volta al mese “Ed ogni volta si verificherà un ritardo, il Consiglio lo convocheremo noi, mettendo all’ordine del giorno argomenti e punti che a nostro parere vanno discussi subito nell’interesse dei cittadini”.

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Ilenia Sortino

Un’unità di intenti, come dicevamo all’inizio, di cui ieri è stata ratificata la base in maniera ufficiale. Perché poi, mai come nell’ultimo anno, l’unità era già stata sancita dai temi all’ordine del giorno che hanno visto spesso ampie convergenze. Dalla vicenda Oglio Po alla intricata questione dei GAL, dalla battaglia relativa al progetto Pioneer alla stazione ferroviaria, all’ultima vicenda legata alle domande sulle case popolari. Alla luce di un programma, quello di Centrodestra, rimasto carta scritta senza seguito. Ed è proprio partendo dal programma che si è sottolineato che l’abitazione come bene primario è solo un modo di dire a fronte dell’obbligo di pagamento per i pensionati della domanda per l’accesso ale graduatorie delle case popolari, che delle borse di studio per gli alunni meritevoli sancite nel programma di centrodestra non c’è alcuna traccia, che della democrazia partecipata, a fronte della mancata volontà di presentazione alla cittadinanza del Piano Urbano del Traffico, c’è solo la dichiarazione d’intenti.

“Il consiglio Comunale – ha ribadito Pierluigi Pasotto (CNC) – é stato espropriato negli ultimi anni da una funzione che ha sempre avuto. Questa iniziativa è nata a partire proprio da questa considerazione condivisa. Porteremo le problematiche della gente in consiglio. Perché il regolamento ce lo consente. Invito da adesso il presidente del Consiglio a desistere, nell’eventualità che pensi di non accettare questo modus operandi. Perché sarebbe molto grave. Ci sono tante questioni che vanno discusse e che verificheremo, di volta in volta, con il Listone. Mi vengono in mente, ma è un mio parere personale non ancora discusso, oltre al Piano Urbano del Traffico che trovo paradossale non venga presentato alla cittadinanza e debba essere un soggetto terzo a farlo, la questione dell’urbanistica, le strade e la filosofia di gestione dei servizi a domanda individuale”.

“Basterebbe – ha spiegato Alessandro Rosa (Listone) –  prendersi in mano lo statuto comunale per valutare quante questioni meriterebbero una più ampia discussione. Nello Statuto, ad esempio, il comune promuove il diritto all’abitazione salvo poi respingere una mozione che richiedeva il censimento delle case sfitte strumentale proprio a questo o, per dirne un’altra, lo statuto promuove la democrazia partecipata e poi l’amministrazione non presenta alla cittadinanza il Piano Urbano del Traffico ma quel piano viene presentato da soggetti terzi. Ci sono, oltre alle aree macrotematiche classiche come può essere la questione dell’Ospedale, tante piccole questioni che meriterebbero di essere affrontate. Con un consiglio una volta al mese, o ogni 40 giorni, non avremmo la fretta di dover discutere mozioni magari dopo mesi dalla loro presentazione, ma le questioni potrebbero essere affrontate con più calma. Ecco, il consiglio comunale deve tornare ad essere il luogo di confronto e discussione, non solo quello di ratifica degli atti della giunta”.

Si inizierà, probabilmente, dalla questione dell’asilo e dalle critiche mosse dai sindacati. Ma altri temi potrebbero presentarsi all’ordine del giorno. La minoranza riprende in mano le redini dell’azione politica con gli strumenti che il regolamento consente. E quello dei gruppi uniti è pure un monito all’amministrazione a muoversi. Perché, in caso contrario, il calendario dei consigli comunali verrà fissato direttamente dalla minoranza. Non una minaccia, ma una promessa.

Nazzareno Condina

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