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Avis di Rivarolo Mantovano, 50 anni di generosità raccolti in un volume

«Il bilancio - ha commentato Fertonani - è sicuramente lusinghiero. L’opera svolta dall’Associazione è stata senza dubbio di grande valore», non solo per le centinaia di sacche di sangue e di flaconi che hanno rianimato vite umane, ma anche per essersi interata con le aggregazioni già esistenti in Rivarolo.

RIVAROLO MANTOVANO – Roberto Fertonani ha documentato i 50 anni dell’Avis di Rivarolo Mantovano con un’acribia fotografica, assicurando così a tutti gli “Avisini” il loro nome inciso non in un bronzo perenne, ma in un bel volume del Centro Poligrafico Milano. Le prefazioni di Elisa Turrini presidente dell’Avis provinciale di Mantova e di Vincenzo Saturni dell’Avis Nazionale impreziosiscono il riconoscimento ai “Cinquant’anni di generosità. Storia dell’Avis Rivarolese”.

«Il bilancio – ha commentato Fertonani – è sicuramente lusinghiero. L’opera svolta dall’Associazione è stata senza dubbio di grande valore», non solo per le centinaia di sacche di sangue e di flaconi che hanno rianimato vite umane, ma anche per essersi interata con le aggregazioni già esistenti in Rivarolo, promuovendo iniziative di ogni tipo: dallo sport alle mostre d’arte, da appuntamenti conviviali al turismo; la sensibilizzazione al dono del sangue è avvenuta nelle scuole, in parrocchia, in tutte le manifestazioni pubbliche non mancava la sollecitazione alla generosità finanziaria.

Fertonani ha riprodotto ogni dettaglio della “sua” Avis rivarolese, creando così una specie di matrioska (la bambola russa che contiene altre bambole sempre più piccole). Fuori metafora: nell’organizzare e gestire questa iniziativa benefica si riscontrano difficoltà ingigantite in modo abnorme a proposito della “sede” dell’Avis, dell’autonomia campanilistica fonte di tensioni con l’Ospedale di Bozzolo e la sede provinciale, «un gigante che fagocita tutte le sezioni locali della provincia».

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