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Mattarella a Bozzolo: festa
storica per il Presidente
nel segno di don Mazzolari

Nessun Capo dello Stato, infatti, era mai stato a Bozzolo se si esclude la visita di Carlo Alberto 168 anni fa, quando però era un’altra Italia e un’altra storia. Mattarella dapprima è entrato nella chiesa di San Pietro assieme a don Gianni Macalli, parroco del paese, per un momento di raccoglimento davanti alla tomba di don Primo.

BOZZOLO – Il freddo pungente è stato l’unico ospite sgradito, ma vista la stagione certo non un contrattempo: e del resto il protocollo è stato puntiglioso e rispettato quasi al secondo. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella è arrivato a Bozzolo alle 17.02 accolto dal vescovo di Cremona Antonio Napolioni, dalle istituzioni con tanti sindaci del territorio, rappresentanti del mondo economico con le Camere di Commercio di Cremona e Mantova e Costantino Vaia per il Consorzio del Pomodoro; politico, con tanti parlamentari e consiglieri regionali e la vedova e le figlie di Antonio Zaniboni, figura di spicco per il comprensorio Oglio Po; e culturale. Senza dimenticare ovviamente una folla di circa 400 persone festanti. Con Mattarella anche il Ministro per i Beni Culturali Dario Franceschini.

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Lì, sul sagrato della chiesa parrocchiale, si è fatta la storia: nessun Capo dello Stato, infatti, era mai stato a Bozzolo se si esclude la visita di Carlo Alberto 168 anni fa, quando però era tutta un’altra Italia. Mattarella dapprima è entrato nella chiesa di San Pietro assieme a don Gianni Macalli, parroco del paese, per un momento di raccoglimento davanti alla tomba di don Primo dove ha lasciato una corona di fiori, dopo di che, scortato da Giuseppe Torchio, già sindaco di Bozzolo che con lui ha condiviso la formazione politica democristiana e mazzolariana, il Capo dello Stato ha lasciato una firma sul registro a pochi passi dallo studio che fu di don Primo, ricevendo dal sindaco facente funzioni Cinzia Nolli una medaglia ricordo. Proprio ai sindaci del territorio Mattarella si è rivolto con un’espressione sentita: “Grazie per il vostro lavoro”. Poi il bagno di folla, il saluto ai 70 bambini del doposcuola presso le suore di Maria Bambina, al gruppo degli Alpini di Pinzolo e ancora il tragitto verso la Fondazione don Mazzolari, con altre 200 persone ad attenderlo.

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Qui don Bruno Bignami, presidente della Fondazione, assieme al professor Giorgio Vecchio, responsabile del comitato scientifico, al dottor Gianni Borsa, direttore della rivista Impegno, e a Giancarlo Ghidorsi, segretario dell’istituzione, hanno salutato il Presidente della Repubblica mostrando il grande lavoro, svolto negli anni per non disperdere il patrimonio del più importante parroco di Bozzolo, archiviato nella biblioteca di don Primo e nella raccolta delle sue prediche più importanti.

Nella foto la corona di fiori deposta dal Presidente Mattarella sulla tomba di don Mazzolari

Nella foto la corona di fiori deposta dal Presidente Mattarella sulla tomba di don Mazzolari

Mattarella in particolare si è fermato su una serie di carteggi che influenzarono anche Aldo Moro, storico segretario della Dc, ricevendo in dono quattro volumi legato a don Primo, l’ultimo dei quali con una pagina autografa di Papa Francesco. Era presente nei locali della Fondazione anche chi ha lavorato al messaggio mazzolariano: il generale dei Carabinieri Francesco Boselli, cui si deve uno degli scritti dedicati a don Primo, Beppe Pasotti e Maddalena Ettorri che hanno portato a teatro don Mazzolari, oltre ai maestri di musica Federico Mantovani, Pierpaolo Vigolini e al baritono Valentino Salvini che hanno lavorato all’inno mazzolariano, all’attore Antonio Zanoletti, a Rolando Bottoli che ha donato una preziosa mappa gonzaghesca e a Nanni Rossi che ha regalato un busto di Mattarella allo stesso Presidente. Anche la fervida produzione gastronomica con ricette tipiche di Bozzolo è stata onorata con cesti regalo al Capo dello Stato.

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Infine, per chiudere, poco dopo le 17.45, il saluto ai bambini delle scuole elementari e medie di Bozzolo e Rivarolo Mantovano, seguiti pazientemente dalle rispettive maestre e professoresse, mentre tutti in Fondazione rincorrevano il registro dove Mattarella – al quale sono state sottoposte tre questioni “artistiche” legate a Bozzolo, dal recupero Mura Gonzaghesche a quelli del cinema Odeon e del Palazzo dei Principi – ha lasciato il proprio pensiero prima di un “A presto” rivolto a Torchio ma dedicato forse a tutta Bozzolo: una dedica autografa, che ha esaltato una volta di più il messaggio, ancora attuale, di don Mazzolari.

Nella foto il saluto di Mattarella sul registro della Fondazione don Mazzolari

Nella foto il saluto di Mattarella sul registro della Fondazione don Mazzolari

Giovanni Gardani 

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