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Pomponesco, sì o no al referendum? Di sicuro è stata una serata accesa coi big

Più che il tema del dibattito a suscitare interesse e curiosità sono stati i relatori: i sindaci di Verona e Mantova Flavio Tosi e Mattia Palazzi e gli assessori regionali Gianni Fava per l’Agricoltura e Alessandro Sorte per le Infrastrutture.

POMPONESCO – La prima constatazione sulla assemblea di lunedì a Pomponesco sul come votare al prossimo referendum costituzionale riguarda la massicia presenza di pubblico. Nonostante la sera nebbiosa, come sottolineato da Sara Malagola e Marco Pasquali, rispettivamente di Forza Italia e dei Giovani Padani, organizzatori dell’incontro, erano tutti esauriti i posti in platea e anche nel piano sopraelevato del magnifico Teatro 900.

Più che il tema del dibattito a suscitare interesse e curiosità sono stati i relatori: i sindaci di Verona e Mantova Flavio Tosi e Mattia Palazzi e gli assessori regionali Gianni Fava per l’Agricoltura e Alessandro Sorte per le Infrastrutture. Il moderatore Gabriele De Stefani non si è lasciato sfuggire l’opportunità di chiedere a Sorte se vi fossero novità per quanto riguarda il trasporto ferroviario lombardo notoriamente penalizzato. Al che l’assessore ha risposto che la Regione aveva già previsto di mettere a disposizione alcune risorse, l’ammontare delle quali dipenderà dalle scelte statali.

Venendo al tema della serata ognuno dei personaggi ha ovviamente spinto per i propri orientamenti, ammettendo comunque che era difficile comprendere se questa riforma fosse di destra o di sinistra, anche perché originata dalle firme di Renzi e Berlusconi in conseguenza del patto del Nazzareno. Al punto che schierati con il Sì ci sono Confindustria, Coldiretti e Confagricoltura mentre sul fronte del No troviamo una stragrande fetta pure della Sinistra. Molto riflessivo e pacato Flavio Tosi (per il Sì), il quale nel rispondere alle domande del moderatore ha voluto più volte richiamare l’importanza di stare sui contenuti evitando le polemiche e le provocazioni che nulla avrebbero portato di positivo all’assemblea.

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Meno paziente il sindaco Palazzi, il quale ha ingaggiato piccole scaramucce con il leghista Fava sino a dirgli di abbassare i decibel durante le sue ripetute interruzioni verbali. L’assessore all’Agricoltura non ha mancato di esprimere rammarico nel vedere Tosi, amico e antico alleato sulle problematiche del territorio, schierato adesso sul fronte opposto. Una Riforma che garantirebbe stabilità al Paese per evitare le minacce di un abbandono da parte delle forze economiche (è stato citato un preoccupante comunicato di Unicredit a tal proposito) secondo Palazzi e Tosi, mentre  per Fava e Sorte si tratta di puro terrorismo come quello previsto per la Brexit o la vittoria di Trump alle elezioni americane.

Il sindaco di Verona ha insistito nel ricordare il crollo della sterlina giustificando poi anche il salvataggio delle banche in crisi prodotto non con soldi pubblici. Affermazione contestata da Fava, imbeccato tra l’altro da un sms speditogli dalla platea dal vicesindaco di Dosolo Uber Pasquali. Pasquali, noto esperto finanziario, alla fine della serata ha poi intercettato Flavio Tosi, ribadendogli il concetto preciso relativo agli spread economici. Chiedendogli pure, nei pressi dell’uscita, di correggere l’analisi sugli aiuti alle banche fallite. Infine tutti d’accordo nel lanciarsi dritti verso il banco del rinfresco allestito personalmente e abbondantemente dal sindaco di Pomponesco Pino Baruffaldi e dai suoi collaboratori.

Ros Pis

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