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Auser, una serata
pensando ai terremotati
del Centro Italia

Intenso il racconto di Salvatore Belluardo, soccorritore, cinque terremoti alle spalle. "Non ci si abitua mai a certe scene - ha raccontato il caposquadra cremonese - e il terremoto é ciò che di più destabilizzante ci possa essere"
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CASALMAGGIORE – Peccato per la poca gente, una sessantina di persone, molte meno di quanto ci si potesse attendere. Perché il talk show (più che vero e proprio concerto) organizzato dall’Auser a Casalmaggiore ieri sera all’Auditorium Santa Croce a favore delle popolazioni colpite dal terremoto avrebbe meritato sicuramente qualche persona in più. Non fosse altro per gli ospiti, dal baritono Orazio Mori che in compagnia dell’ottima pianista e figlia Debora ha deliziato il pubblico con l’esecuzione di tre brani (Nemico della patria dall’Andrea Chénier di Umberto Giordano, Mattinata di Ruggero Leoncavallo e Musica Proibita di Stanislao Gastaldon) che hanno scaldato i cuori e con il ‘percorso storico’ tra le tradizioni di guerra, contadine e preindustriali e i personaggi d’inizio secolo de ‘I Giorni Cantati’ di Calvatone che hanno meravigliosamente ricostruito un tempo di lotta, di filande e risaie e di guerra.

Una serata che non è stata solo concerto. Intenso il racconto di Salvatore Belluardo, soccorritore, cinque terremoti alle spalle. “Non ci si abitua mai a certe scene – ha raccontato il caposquadra cremonese – e il terremoto é ciò che di più destabilizzante ci possa essere. Perché eventi come le esondazioni arrivano, vengono e poi passano più o meno lentamente. Il terremoto no, ci vivi tutti i giorni ed è terribile, perché le scosse sono continue”. Belluardo – incalzato dalle domande di Marco Bazzani (La Provincia di Cremona) e Nazzareno Condina (Oglioponews) ha raccontato di come compito principale adesso sia quello di recuperare la vita che c’è sotto le macerie: “C’è chi dice passiamo con una ruspa e portiamo via tutto. No, non si può fare, perché sotto quelle pietre c’è la vita di ognuno di loro, i ricordi, tutto quello che li lega alla vita appunto. Tutto da recuperare e da restituire ai proprietari”. Un segno di speranza anche quello della vita che continua. “In Emilia è stato più facile ricostruire campi base e casette, ma lì siamo su montagne, con strade dissestate. Difficile trovare aree piane estese ma la gente vuole e deve restare lì. Perché é lì la loro vita. Quella è una terra meravigliosa, ci sono le bestie da seguire. Nessuno li vuole fare andare via. Il compito adesso è proprio quello di aiutare quelle persone a recuperare la loro vita. Ed aiutarli lì, dove l’hanno sempre vissuta”.

Per Auser era presente il presidente Guido Bussi, che ha citato i dati del meritorio servizio dell’associazione che si occupa di utenze deboli, soprattutto anziani, e lanciato un appello “Cerchiamo volontari per implementare il servizio che già si fa sul territorio. Volontari anche giovani perché l’Auser non è solo l’associazione dei pensionati. E’ l’associazione di chi ha tempo da dedicare agli altri, ognuno secondo le proprie possibilità”. L’anima ‘alla regia’ era quella dell’iperattivo Agostino Tonarelli. Per il comune di Casalmaggiore (insieme alla provincia enti patrocinanti, Media partners il quotidiano La Provincia di Cremona e Cremona 1) era presente l’assessore ai Servizi Sociali Sara Valentini. Prossimo appuntamento con l’Auser a favore dei terremotati il 10 dicembre a Crema.

redazione@oglioponews.it

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