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Pasetti, duro attacco su Punto
Nascite: "Tutti contro Regione
E gli amici al Governo?"

Pasetti attacca anche i cittadini riuniti in associazioni per difendere il presidio. “Nonostante il comitato, sempre molto solerte a denunciare tagli o chiusure, si professi apolitico, guarda caso ha come sponsor politico tutti i partiti di opposizione in Regione e nei comuni a guida leghista".

VIADANA – Sulla questione Punto Nascite dell’ospedale Oglio Po interviene anche l’ex consigliere provinciale in quota Lega Nord Cedrik Pasetti. Il tema, molto sentito e attuale, è stato dibattuto sia a Casalmaggiore che a Viadana negli ultimi due consigli comunali. “Sono ormai anni che siamo costretti a subire la stessa litania – spiega Pasetti – sulla presunta chiusura dell’ospedale Oglio Po, sulle raccolte firme più o meno strumentali o sulle presunte mancanze della Regione Lombardia per qualsivoglia aspetto che inerisce tale nosocomio. Ed avviene tutte le volte che qualche residuato bellico calcificato si trova in forte difficoltà politica o qualora vi siano in programma avanzamenti di carriera di medici oppure quando una determinata parte politica vuole colpire del tutto strumentalmente partiti che compongono la giunta regionale”.

“Tuttavia – va all’attacco l’ex consigliere provinciale residente a San Martino dall’Argine – nelle ultime settimane il lamento delle Cassandre si è fatto più acuto ed è indirizzato alla regione Lombardia per la sua presunta competenza in merito alla chiusura del punto nascite, a mezzo dichiarazioni politiche al fulmicotone, conviviali di associazioni di beneficienza o con viaggi da questuanti presso i sindaci della zona. La cosa non è ulteriormente tollerabile. La verità è una sola: per decreto del ministro Lorenzin del governo Renzi i punti nascita che abbiano meno di 500 nati all’anno devono chiudere. Non è una legge né una scelta regionale ma, a dispetto di quanto continuano a proferire è la volontà statale”.

“Nonostante ciò la Regione – precisa Pasetti – ha chiesto formalmente, il 29 febbraio, una deroga al Comitato istituito presso il ministero della salute per il mantenimento di tale punto nascita la cui decisione non è ancora stata divulgata. Aspetteranno l’esito del referendum? Per poi imporre la chiusura se dovesse vincere il no oppure rilanciando la patata bollente alla Regione alla quale diminuiranno ancora i trasferimenti statali? La realtà è evidente: il bilancio regionale annuale di 24 miliardi di euro ben 17 miliardi sono destinati alla sanità e questo nonostante in tre anni siano diminuiti trasferimenti statali per 4,5 miliardi di euro, ossia il 20% del bilancio. Ciò significa che la regione Lombardia ha a cuore la sanità tanto che ne destina il 70% delle spese nonostante i minori introiti. È chiaro come sia un miracolo che l’ospedale Oglio Po sia ancora aperto”.

Pasetti attacca anche i cittadini riuniti in associazioni per difendere il presidio. “Nonostante il comitato, sempre molto solerte a denunciare tagli o chiusure, si professi apolitico, guarda caso ha come sponsor politico tutti i partiti di opposizione in Regione e nei comuni a guida leghista. Perché tutti questi zelanti soggetti, quelli che mediaticamente urlano alla luna di presunte colpe o competenze regionali in merito, non hanno mai accennato alla più che provata sensibilità della regione sul tema sanitario? Perché impongono alla regione di spendere ma sono i promotori del sì al referendum, quelli che chiedono il passaggio della funzione allo stato? Sarebbe finalmente opportuno che non si facessero più alle spalle della cittadinanza lotte politiche del tutto dissennate con strumentali dichiarazioni ma sia chiaro, per la Lega Nord e per la Giunta regionale, la sanità è la salute della cittadinanza e non la carriera dei medici”.

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