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Sviluppare la comunicazione in azienda: il caso scuola del Mobilificio Scaravonati

Per Margherita Scaravonati è una via quasi obbligatoria. “Si tratta di aprire porte che prima erano chiuse e forzare le resistenze del passato: è il sistema delle relazioni ad essere cambiato. Restare competitivi significa anche acquisire nuovi linguaggi”. E portare il “social in azienda”.

GUSSOLA – In un mondo in rapida evoluzione anche la comunicazione delle imprese si trasforma con uguale velocità. Il mobilificio Scaravonati, a Gussola, ha attraversato il Novecento e, puntando sulla innovazione, dopo un secolo di storia, guarda con fiducia al futuro, consapevole dell’importanza di rileggere (anche attraverso nuovi strumenti di comunicazione e marketing) un’eredità che è chiamato a reinterpretare.

Ma se novant’anni fa i “venditori” cercavano di contattare direttamente chi si sposava, oggi è necessario comunicare attraverso la “rete” e i nuovi social. Senza rinunciare alla propria identità, anzi provando a valorizzarla grazie al supporto tecnologico di questi strumenti. Ai “social network”  come opportunità per le aziende è stato dedicato l’incontro, promosso da GGD (Girl Geek Dinner, una rete diffusa in tutto il mondo), Talento Agile e Terziario Donna Confcommercio. “Occorre reinterpretare il lavoro e l’impresa – ha spiegato il consigliere Carlo Malvezzi, intervenuto alla tavola rotonda di Palazzo Vidoni – Dobbiamo pensare ai social come ad uno stimolo per migliorare i nostri prodotti, per capire meglio le attese della clientela. Questi nuovi media sono molto più di una vetrina virtuale. Per affermarsi si deve puntare sulla personalizzazione del prodotto, presentandolo però ad un mercato che ha confini sempre più dilatati”.

Dal consigliere regionale è arrivato un plauso alla iniziativa. ”Anche per le imprese è importante fare squadra, condividere esperienze e renderle buone prassi. Quella della innovazione è una sfida avvincente e interessante”. Come testimonia anche Margherita Scaravonati. “Lavoro nel settore dell’arredo casa da trent’anni – spiega – E abbiamo capito che era il momento di ripensare alla nostra comunicazione. Ci siamo “impegnati“ in un percorso di profondo rinnovamente, partendo dalla ridefinizione del logo e di una operazione di “re branding”. Il web è diventato strumento per raccontare la “vita” in azienda, di esaltare passione e esperienza. Si comunica quello che poi si trova nel negozio “fisico”: qualità, capacità di rispondere alle esigenze del cliente, di personalizzare il prodotto”.

“I social, come strumento di marketing, – spiega Deborah Ghisolfi, presidente del Gruppo It di Confcommercio e referente di GGD – offrono la possibilità di costruire nuove relazioni di valori con clienti e potenziali clienti. Legami virtuali che si traducono in valore aggiunto per le aziende. E che possono essere tradotti in supporto alle vendite”. “Agli imprenditori,  più che mai in passato –  è chiesto di diventare anche dei comunicatori –  conferma Nadia Bragalini, vice presidente vicario di Confcommercio – Occorre umanizzare la comunicazione e dare contenuti di realtà, creare familiarità con chi ci segue attraverso i social media. E’ sempre un rapporto diretto, anche se aumenta la platea a cui ci riferiamo”.

“Con i nuovi media siamo diventati tutti dei comunicatori di fatto”.  – dichiara il presidente di Confcommercio Vittorio Principe. “Innovare all’interno un’azienda – rilancia Paolo Regina, segretario Generale di Confcommercio – in qualche modo significa innestare un virus positivo che possa generare un impatto sulla clientela e sull’organizzazione della stessa azienda, sui suoi processi di gestione”. Per Margherita Scaravonati è una via quasi obbligatoria. “Si tratta di aprire porte che prima erano chiuse e forzare le resistenze del passato: è il sistema delle relazioni ad essere cambiato. Restare competitivi significa anche acquisire nuovi linguaggi”. E portare il “social in azienda”.

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