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Mantovani a Casalmaggiore come Berlusconi nel 2006: "Coglione chi vota Sì in Lombardia"

"Mi viene da riprendere una frase che il presidente Berlusconi disse ai commercianti romani nel 2006: “Noi vogliamo abbassare le tasse e agevolarvi - spiegò Berlusconi - quindi chi vota Prodi è un coglione”. Ecco, io dico la stessa cosa ai lombardi che votano per il Sì”. Così si è espresso l'ex vicepresidente della Regione Lombardia.

CASALMAGGIORE – E’ stata una serata informativa a favore del No al referendum, organizzata da Forza Italia, sezione di Casalmaggiore, e dunque senza contraddittorio. Ma è stato anche il gran rientro di Mario Mantovani nel comune casalese (Mantovani ha ricordato di avere raccolto qui i suoi primi voti alle Europee di alcuni anni fa) dopo la controversa vicenda dell’arresto che creò un terremoto nella sanità lombarda e anche all’interno del consiglio regionale.

Prima assessore e vicepresidente lombardo, Mantovani è ora stato reintegrato come consigliere, anche se a Casalmaggiore è stato presentato come senatore, ruolo ricoperto negli anni scorsi. Proprio Mantovani ha scosso l’auditorio con una dichiarazione che ha destato scalpore. Ma ci arriviamo. Con lui è stato invitato anche Sante Zuffada, che senatore è invece tuttora, sempre nelle fila di Forza Italia. A organizzare la serata il coordinatore locale Roberto Cavalli e il componente della segreteria provinciale Fabio Ferroni, mentre in sala erano presenti sia Mino Jotta che Fabio Bertusi, coordinatore e vice a livello provinciale, e il consigliere comunale Orlando Ferroni.

I temi trattati sono stati molteplici per convincere i 55 presenti a Santa Chiara a votare No: invero molti apparivano già convinti (prima di cominciare) sull’orientamento in vista del voto del 4 dicembre. Mantovani ha dapprima salutato il pubblico, ricordando il proprio episodio, parlando di “incarcerazione ingiusta” e della volontà di richiedere un giudizio rapido, contrariamente a quanto avviene solitamente in Italia. “Una cosa non ha fatto il presidente Berlusconi, una cosa devo rimproverargli: non avere riformato la Giustizia Italiana” ha detto Mantovani. Applausi e standing ovation dal pubblico.

Ciò detto, il passaggio che ha destato scalpore è stato quello successivo: perché tra vari contenuti informativi legati alle motivazioni del No al referendum, uno in particolare è stato cavalcato. Quello legato ai danni che Regione Lombardia, specie in materia di Sanità, subirebbe nel momento in cui le competenze in questione passassero dalla Regione allo Stato. “Avremmo una omologazione che, nel nostro caso, sarebbe al ribasso – ha spiegato Mantovani – . Per questo, mi viene da riprendere una frase che il presidente Berlusconi disse ai commercianti romani nel 2006: noi vogliamo abbassare le tasse e agevolarvi – spiegò Berlusconi – quindi chi vota Prodi è un coglione. Ecco, io in questo senso mi sento di dire la stessa cosa ai lombardi che votano per il Sì”.

Entrambi i relatori si sono detti favorevoli a riformare la Costituzione. “Ma nei tempi giusti e condividendo un percorso: qui abbiamo – ha spiegato Zuffada – una riforma voluta da Renzi, Boschi e dai vari Alfano e Verdini. Se non altro nel 1948 c’erano padri costituenti importanti e di grande spessore politico. Noi vogliamo una riforma che sia largamente condivisa, qui invece la proposta piace solo a un partito, anzi a una sola parte di esso”.

G.G. 

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