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Pomì allenata sui tie break:
con queste "riserve" (vedi
Guerra) non teme la fatica

In un torneo molto equilibrato (c’è chi lo considera il più impronosticabile di sempre in serie A1 femminile), è importante allenarsi anche alle lunghe partite e soprattutto è fondamentale restare connessi e iniziare a dare un segnale proprio al tie break.

In attesa di capire se Bergamo e Busto Arsizio supereranno la Pomì Casalmaggiore nei match di domenica pomeriggio (è probabile considerato il calendario: Foppapedretti contro Club Italia, Unet Yamamay contro Firenze), vanno registrati almeno tre record già realizzati dalla squadra di Gianni Caprara sin qui.

Il primo riguarda in particolare il numero di set giocati, statistica nella quale Casalmaggiore allunga su Novara (-3) e mette un abisso rispetto a tutte le altre compagini. La Pomì ha infatti giocato ben 34 set in otto partite, con una media di oltre 4 set in ogni turno. Del resto, basta ripercorrere il calendario delle casalesi: quattro gare su otto sono finite al quinto set (prima di Modena era accaduto con Club Italia, Bolzano e Busto Arsizio). Molto rinfrancante il fatto che le rosa siano riuscite a spuntarla in tre casi su quattro, dimostrando di avere carattere e spirito vincente anche per la rimonta (su questo, in realtà, c’erano pochi dubbi). Ai quattro tie break giocati in campionato, andrebbero aggiunti i due disputati al Mondiale per Club, uno vinto contro il Rexona nello “spareggio” del girone di qualificazione e uno perso in finale contro l’Eczacibasi Istanbul.

In un torneo molto equilibrato (c’è chi lo considera il più impronosticabile di sempre in serie A1 femminile), è importante allenarsi anche alle lunghe partite e soprattutto è fondamentale restare connessi e iniziare a dare un segnale proprio al tie break, che lo scorso anno la Pomì in campionato giocò per sette volte, vincendolo solo in tre casi (Firenze, Club Italia e Busto) e soprattutto perdendolo sempre nei cosiddetti scontri diretti (Conegliano, Novara e Scandicci). Senza contare, sempre al quinto set, il ko subito da Bergamo in Coppa Italia e le due sconfitte (contro una vittoria) patite nel girone di Champions contro Chemik Police ed Eczacibasi. Insomma la media dei tie break vincenti si sta alzando sensibilmente e questo dato fa senza dubbio piacere.

Soprattutto, questi primi rilievi statistici mostrano un torneo in cui ci sarà parecchio bisogno di panchine lunghe: in questa direzione è rinfrancante la risposta fornita da Anastasia Guerra, Mvp a Modena dopo una prova da “titolarissima”, lei che sulla carta dovrebbe partire in panchina e rappresentare un valore aggiunto in corsa. Senza Tirozzi (oltre a Susic), stavolta Caprara ha puntato su di lei e l’impressione è che, dopo i 27 punti del PalaPanini, sarà difficile ora rimetterla in panchina. In ogni caso, l’abbondanza della Pomì fa ben sperare, senza dimenticare, ad esempio, che una come Turlea può sostituire alla grande Fabris nel momento in cui il martello croato dovesse accusare un calo (per il momento, per fortuna, non se ne parla). Discorso che andrà valutato soprattutto a gennaio, quando l’arrivo della Coppa Cev (e della Coppa Italia) potrebbe portare al turn over.

Gli altri due dati statistici da riportare dopo otto giornate sono invece noti ai tifosi rosa da tempo: non è infatti una novità che la Pomì sia molto in alto nelle statistiche relative agli ace e ai muri. Per quanto concerne le battute-punto Casalmaggiore è prima a quota 49 e Scandicci insegue a 40 (Casalmaggiore con 1.44 è avanti anche nel dato degli ace per set). Nei muri invece la Pomì è terza a quota 77, preceduta da Busto Arsizio (87) e Scandicci (79). Casalmaggiore in questo caso è però più indietro nei muri per set, dove viene scavalcata anche da Monza e Conegliano, risultando così quinta.

Giovanni Gardani

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