Cronaca
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Mercato terre dei Gonzaga, poca gente. "Casalmaggiore? Non ne vale la pena"

Peccato, perché il mercato delle terre dei Gonzaga è un mercato di qualità, piacevole anche da girare. Banchi di pregio, prezzi tutto sommato abbordabili. Certo, non sono i cinesi ma pure la qualità è nettamente diversa.

CASALMAGGIORE – Vacche magre, almeno a sentire qualcuno degli ambulanti presenti in piazza. “Poca gente, soprattutto pochi casalaschi. Ed abbiamo pagato una discreta cifra per essere qui. No, Casalmaggiore non ne vale la pena”. Parla di 100 euro per un banco normale, non abbiamo avuto modo di appurare la veridicità della cifra, ma le crediamo sino a smentita ufficiale. Vacche magre, ed in effetti alle 17 è poca la gente in piazza. “Ed era ancora meno questa mattina” racconta l’esercente un po’ sconsolato. Peccato, perché il mercato delle terre dei Gonzaga è un mercato di qualità, piacevole anche da girare. Banchi di pregio, prezzi tutto sommato abbordabili. Certo, non sono i cinesi ma pure la qualità è nettamente diversa. “Casalmaggiore non ne vale la pena”. Potrebbe essere uno slogan che ben disegna gli stenti organizzativi di anni in cui poco è – in effetti – da ricordare. La città paga anni di stenti, di mercati improvvisati e con scarso appeal, di vuoto pneumatico. Mentre tutto, nel raggio di una trentina di chilometri, si muove. Ci si è provato, con questo mercato, a dare una marcia in più. Ma alcuni dei negozi hanno comunque le serrande chiuse, anche di quelli che ancora resistono alla crisi, e lo fanno da anni. I casalaschi se ne vanno fuori città, chi viene da fuori è ancora poca cosa perché andare a Casalmaggiore non è come andare a Colorno, a Guastalla tanto per citare due città non a molta distanza. Corri meno rischi. L’iniziativa ha comunque riscosso il consenso degli sparuti che hanno avuto modo di esserci. Peccato che il bello si affievolisca dopo decenni di mediocre. Ed è difficile poi invertire la rotta. “Finalmente qualcosa di nuovo – racconta una coppia casalasca – anche piacevole da girare”. In mano due borse con acquisti appena fatti. La strada è quella giusta. A patto che a fronte di una buona cosa non se ne uniscano altre, in futuro, che di buono hanno poco o nulla. Una speranza da queste parti che resta poco più che una chimera.

Nazzareno Condina

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