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Punto Nascite ko, Gallera: "Vicini al territorio, ma la decisione arriva dallo Stato"

"Regione ha solo dato attuazione a una legge dello Stato, siamo vicini al territorio e confermiamo la nostra più ampia disponibilità agli amministratori locali per lavorare insieme". Lo ha detto l'assessore al Welfare di Regione Lombardia Giulio Gallera lunedì mattina.

MILANO – “La chiusura dei punti nascita sotto i 500 parti all’anno non dipende da Regione Lombardia, ma dal Governo. Posso comprendere dal punto di vista umano la protesta che le mamme stanno portando avanti all’ospedale di Angera, ma non posso non sottolineare che si stanno rivolgendo all’interlocutore sbagliato. Regione ha solo dato attuazione a una legge dello Stato, siamo vicini al territorio e confermiamo la nostra più ampia disponibilità agli amministratori locali per lavorare insieme”. Lo ha detto l’assessore al Welfare di Regione Lombardia Giulio Gallera, lunedì mattina, nel corso della conferenza stampa dopo Giunta, intervenendo in merito alla protesta inscenata da alcune mamme all’ospedale di Angera, in provincia di Varese, in seguito alla comunicazione della chiusura del punto nascita. La situazione, come noto, riguarda da vicino anche i destini del punto nascite dell’ospedale Oglio Po di Vicomoscano.

DEROGHE – “Sono state concesse le deroghe solo a Sondalo (Sondrio) – ha spiegato l’assessore – e Chiavenna (Sondrio) o Gravedona (Como) per via del disagio orografico del territorio e dei tempi di percorrenza superiori a un’ora per raggiungere il primo presidio utile, anche in condizioni meteo favorevoli. Incontreremo il territorio per provare a definire una proposta condivisa per scegliere insieme quale dei due presidi lasciare aperto”.

PEDIATRIA – “Per quanto riguarda il reparto di Pediatria dell’ospedale di Angera – ha concluso Gallera – abbiamo un problema diverso. Siamo stati costretti a sospendere il servizio perché non troviamo pediatri, nonostante siano stati emanati bandi per il loro reclutamento. Ripartiremo con maggiore intensità d’azione, magari inserendo incentivi maggiori, vogliamo che il reparto riparta, ma non possiamo farlo senza il personale necessario. Questo è quello che possiamo fare, garantiamo la massima attenzione al presidio di Angera”.

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