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"Nutrie e cinghiali: perché
non utilizzare metodi
ecologici e non cruenti?"

Lettera scritta da Associazione UNA Cremona (Uomo-Natura-Animali)

Ancora una volta sentiamo parlare di uccisione di nutrie, di investimenti di migliaia di euro in cartucce e gabbie trappola per eliminare le nutrie dalle nostre campagne. Non se ne può più! Quante vittime sono state fatte in questa mattanza, messa in atto da decenni senza effettivi risultati?

E ora si aggiungono pure i cinghiali: anche per loro in arrivo uccisioni promesse come soluzione al “sovrappopolamento” e ai danni arrecati… e, considerate le munizioni utilizzate, questi interventi di caccia al cinghiale pongono dei problemi di sicurezza e pubblica incolumità che non possiamo ignorare, vista la quantità di morti e feriti tra umani e animali domestici che ogni stagione venatoria porta con sé…

Per le nutrie come per i cinghiali, non abbiamo mai visto messi in atto e testati interventi alternativi alla loro uccisione, come ad esempio recinti elettrificati, reti, sottopassi, dissuasori, shelter, reti di rinforzo degli argini, sterilizzazioni. Se, invece, venissero ascoltati gli esperti che propongono altri metodi, ecologici e non cruenti, si potrebbe convivere con questi animali senza problemi. Si ignorano volutamente queste soluzioni. Già, ma allora cacciatori e selecontrollori come farebbero ad uccidere, con il sostegno mediatico di politici e amministratori ed economico (involontario) dei contribuenti?

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