Cronaca
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Cesare Barbieri alla tenda di Cristo: "Dalla droga si può uscire"

"Ha raccontato la sua storia - spiega Luca Maffi, operatore - ed è stato un bel momento di confronto. Un momento che è servito a tutti. Avevamo letto la storia di Cesare sul vostro quotidiano on line"

RIVAROLO DEL RE – Ha vissuto il dramma della droga e del carcere, da lì ha iniziato una lenta risalita che lo ha portato ad oggi, oltre ad essere un più che discreto atleta nelle maratone, a testimoniare col suo vissuto ed il suo presente che si può sempre riemergere e ricominciare. La sua storia l’avevamo raccontata qualche tempo fa su Oglio Po News con un’intervista in cui lui stesso ricostruiva le tappe della propria vita. Cesare Barbieri, casalasco trapiantato nel reggiano, ha portato, il 20 gennaio scorso, la sua testimonianza ai ragazzi e agli operatori (14 persone in tutto) della Tenda di Cristo. “Ha raccontato la sua storia – spiega Luca Maffi, operatore – ed è stato un bel momento di confronto, sia per i ragazzi che per noi operatori. Un momento che è servito a tutti. Avevamo letto la storia di Cesare sul vostro quotidiano on line, lo abbiamo contattato e si è reso subito disponibile”. Cesare Barbieri ha accettato volentieri l’invito. Lui che adesso, nella stessa comunità nel reggiano che si era preso cura di lui fa l’operatore volontario e gestisce gruppi di autoaiuto. “E’ stata una bella esperienza pure per me – racconta Cesare – e quando la mia storia serve a qualcosa è sempre positivo”.

Nazzareno Condina

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