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Nel giorno della Memoria
la stampa nazionale ricorda la
storia di Tänzer e Don Mazzolari

Questa storia di amore, umanità, coraggio e gratitudine è raccontata nel documentario prodotto dalla Rai “Una piccola inestimabile memoria”. Ma di questa vicenda proprio venerdì si sono occupati alcuni dei principali quotidiano o periodici nazionali, come Il Corriere della Sera, Famiglia Cristiana e Avvenire.

BOZZOLO – E’ tornato tante volte sulla tomba di Don Primo Mazzolari a posare un fiore. Lo fa per dire grazie, con gli occhi lucidi e il cuore gonfio di riconoscenza. Oskar Tänzer, oggi novantenne, non smetterà mai di essere grato al parroco di Bozzolo, che presto verrà beatificato, per avergli salvato la vita, per aver strappato lui, ancora ragazzo, e la sua famiglia dalla furia nazista.

Ebreo, nato nella Germania di Hitler, ha rischiato il rastrellamento e la deportazione. Ma l’animo giusto e il coraggio Don Primo Mazzolari lo hanno sottratto a un futuro di sofferenza, umiliazione e morte. Scappata dalla Germania nazista, la famiglia Tänzer approda a Milano, dove lavora onestamente. Fanno i pellicciai, ma le leggi razziali del 1938 stravolgono la loro vita. Così, braccati, si rifugiano a Bozzolo, nelle campagne mantovane, nella speranza di evitare la violenza fascista, ma l’ombra della persecuzione giunge fin lì. Ed è qui che Don Primo Mazzolari, aiutato dal Podestà e dal Maresciallo dei Carabinieri del paese, decide di infrangere la legge e non denunciare i Tänzer. Vuole aiutarli, salvarli, loro come tanti altri, la comunità ebraica in paese è numerosa. I Tänzer hanno tre giorni per scappare. Don Primo trova una famiglia di contadini bozzolese disposta a  nasconderli, ma il padre di Oskar non vuole mettere in pericolo degli innocenti e così, munito di documenti falsi, procurati dal podestà, torna con la moglie e i tre figli a Milano. Qualche tempo dopo, riescono  a scappare in Svizzera, dove trovano la pace.

Oggi nel giorno della Memoria, giorno in cui il mondo intero ricorda l’orrore della Shoah, Oskar Tänzer non può fare a meno di ripensare a quell’angelo che decise di fermare il male, rischiando in  prima persona, pur di  salvare una famiglia tedesca di ebrei. Questa storia di amore, umanità, coraggio e gratitudine è raccontata nel documentario prodotto dalla Rai “Una piccola inestimabile memoria”. Ma di questa vicenda proprio venerdì si sono occupati alcuni dei principali quotidiano o periodici nazionali, come Il Corriere della Sera, Famiglia Cristiana e Avvenire. Tänzer ha ancora un sogno: vedere scritti i nomi di Don Mazzolari, del Podestà Giovanni Rosa e del Maresciallo dei Carabinieri Antonio Sartori, poi internato in un campo di concentramento, nel Giardino dei Giusti in Israele. Peraltro un’ultima indiscrezione conferma che Tänzer sarà a Bozzolo tra pochissimo: il prossimo 1° febbraio, dopo una visita a Mantova, l’ultra 90enne non mancherà di tornare, di nuovo, sulla tomba di Don Primo.

Giorgia Boccalini 

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