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Il diario di Anna Frank rivive
con i CasalmAttori: emozione
alla biblioteca Mortara

Trascinante è stata la performance di Arianna Novelli, che ha interpretato Miep Gies, la storica segretaria di Otto Frank, padre di Anna che nascose la famiglia Frank durante le persecuzioni naziste, trovando anche il celebre diario.

CASALMAGGIORE – Era previsto per il 28 gennaio, lo scorso sabato, a poche ore dal Giorno della Memoria. Poi impegni vari hanno fatto sì che il momento slittasse soltanto di una settimana. E così lo scorso sabato, nel tardo pomeriggio, i CasalmAttori, gruppo casalasco ormai assodato e già in collaborazione da tempo con l’Accademia della Follia di Cremona, si sono ritrovati in biblioteca Mortara a Casalmaggiore per ricordare l’Olocausto ebraico durante la Seconda Guerra Mondiale, a modo loro. Ovvero con un incontro di riflessione, a metà tra lettura recitata e spettacolo scenico, ispirato ai passi più significativi del Diario di Anna Frank, probabilmente l’opera più importante nella letteratura della Memoria a livello europeo.

Un momento che ha richiamato oltre 70 persone in biblioteca, tanto che gli angusti spazi della Mortara non hanno permesso a tutti di restare in ascolto fino alla fine: chi però è riuscito a prendere posto per tempo non ce l’ha fatta a trattenere le lacrime, commuovendosi e venendo trasportato emotivamente come già accaduto, garantiscono i CasalmAttori, nelle scuole elementari del Casalasco, dove questa lettura viene proposta con varie repliche ormai da tre anni.

Trascinante è stata la performance di Arianna Novelli, che ha interpretato Miep Gies, la storica segretaria di Otto Frank (padre di Anna), che nascose la famiglia Frank durante le persecuzioni naziste, trovando anche il celebre diario. Nella realtà dei fatti quello scritto venne rivelato solo dopo la morte della famiglia Frank, con il padre Otto unico superstite che, ricevuto il diario dalla segretaria, decise di darlo alle stampe. Nella finzione scenica, invece, Miep trova il diario e lo legge prima della morte di Anna e della sua famiglia, trasfigurandosi, in qualche caso, nella stessa ragazzina, sempre tesa a metà tra terrore, morte e anche speranza e voglia di vivere. Alcuni passaggi, ad esempio, risaltano l’attenzione della giovane Anna ai dettagli, quelli che nell’Alloggio Segreto di Amsterdam, nelle lunghe giornate in solitaria, balzavano spesso all’occhio come la bellezza delle piccole cose nella vita quotidiana.

Alla fine anche Sergio Bini dei CasalmAttori, interpretando Otto Frank, entra in scena per rivelare che tutto è tragicamente compiuto, mentre le musiche, tra colonna sonora e rumori, scelte da Giovanna Anversa contribuiscono a ricreare l’atmosfera. Le ultime parole di Anna Frank, sulla certezza che, nonostante tutto, il genere umano sia fondamentalmente buono, hanno segnato un’epoca. E hanno concluso un pomeriggio di ricordo e riflessione nel modo più profondo possibile.

Giovanni Gardani

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