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La guerra del gas a Rivarolo
del Re prosegue. Vezzoni:
"Accordo molto lontano"

2I Rete Gas che, nei mesi scorsi, ha trovato con Casalmaggiore un accordo, chiudendo di fatto una questione che rischiava di costare un salasso, oltre che uno stop all’attività amministrativa per diversi anni, non ha chiuso il cerchio con Rivarolo del Re, che va al secondo arbitrato.

RIVAROLO DEL RE – Polemica sulla vicenda dell’Unione Foedus, con la diatriba sempre più accesa con il comune di Rivarolo Mantovano, la situazione per Rivarolo del Re, nel Casalasco, si fa intricata anche sulla questione aperta con 2I Rete Gas. La stessa società che, nei mesi scorsi, ha trovato con Casalmaggiore un accordo, chiudendo di fatto una questione che rischiava di costare un salasso, oltre che un possibile stop all’attività amministrativa per diversi anni, al comune casalese.

Anche a Rivarolo del Re si è provato a trovare un accordo, ma qui gli sviluppi sono diversi e decisamente più complessi: anche perché sin dall’inizio il sindaco Marco Vezzoni era sul piede di guerra, convinto che la società concessionaria 2I Rete Gas, che ha vinto davanti all’arbitrato, stesse approfittando di lacci e lacciuoli per arricchirsi a spese dei vari comuni.

“A noi è stata formulata la stessa proposta fatta al Comune di Casalmaggiore – spiega il sindaco Vezzoni – ma ho grossi dubbi”. Secondo Vezzoni i termini della questione sono diversi: anche perché, sconti e proposte a parte, facendo un rapido calcolo, Casalmaggiore dovrebbe risarcire 355 euro per abitante, mentre Rivarolo del Re ben 700 euro per abitante, il doppio, per un totale di 1 milione e 362mila euro. Insomma, nel rapporto spesa-popolazione, tenendo conto che Rivarolo del Re è un comune molto più piccolo, il danno sarebbe molto più netto per il comune di Vezzoni.

Al quale insomma lo sconto non andrebbe bene. Mercoledì l’ultimo incontro con i rappresentanti della società del gas si è tenuto proprio a Rivarolo, ma l’accordo è lontanissimo: “Noi abbiamo deciso di attivare un secondo arbitrato, perché siamo convinti della non conformità delle reti”. Da qui la decisione di depositare, il 27 gennaio scorso, alcuni atti, che criticano gli impianti su sicurezza e valore. Così un’altra puntata della battaglia si profila all’orizzonte.

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