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Rivarolo Mantovano, il 'caso' va in Senato: atto di Sindacato Ispettivo a firma Zuffada (FI)

"Si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo non ritenga necessario verificare la fondatezza di quanto denunciato dai consiglieri comunali; se risulti quali siano i motivi per i quali l'esposto presentato dai consiglieri comunali non abbia avuto sino ad ora alcun seguito"

RIVAROLO MANTOVANO – L’agire amministrativo del sindaco di Rivarolo Mantovano Massimiliano Galli diventa oggetto di un atto di sindacato ispettivo del Senato della Repubblica. E’ il senatore della Repubblica Sante Zuffada (FI) a rivolgersi direttamente al Ministro dell’Interno Marco Minniti. L’atto (n° 3-03485 in Commissione – 9 febbraio – seduta 759) è stato pubblicato ieri sul sito del Senato. Questo il testo integrale: “Premesso che, a quanto risulta all’interrogante: i consiglieri di minoranza del Consiglio comunale di Rivarolo Mantovano (Mantova) avrebbero rilevato condotte non trasparenti nella gestione degli appalti e nell’assegnazione degli incarichi per lavori pubblici da parte del sindaco Massimiliano Galli. I consiglieri di minoranza lamentano che il sindaco non avrebbe seguito alcuna procedura prevista dalle disposizioni di legge vigenti, volte a tutelare la legalità, l’imparzialità, il buon andamento e l’efficienza della pubblica amministrazione; un comportamento, questo, che avrebbe leso, secondo i denuncianti, oltre ai legittimi interessi del Comune, anche quelli delle aziende che avrebbero potuto partecipare ai bandi per l’aggiudicazione dei lavori; in particolare, viene contestata l’assenza di alcune coperture finanziarie e delle relative autorizzazioni dell’ufficio tecnico per l’affidamento, lo svolgimento, il controllo e la realizzazione di lavori pubblici. I consiglieri di minoranza affermano altresì che il sindaco avrebbe autorizzato direttamente dei lavori sostituendosi ai responsabili dei servizi. Lo stesso ufficio tecnico del Comune avrebbe informato il prefetto di Mantova (in data 8 giugno 2016, prot. n. 1256/2016) che, in più occasioni, gli uffici hanno dovuto “rincorrere” lavori o affidamenti già eseguiti, o in fase di esecuzione, con disposizioni impartite direttamente dal sindaco e dalla Giunta, ed intervenire “a sanatoria” per regolarizzare gli atti e i relativi impegni di spesa; tra i lavori contestati, la recinzione del parco della scuola primaria e il magazzino comunale, la manutenzione del manto erboso del campo sportivo, i lavori di sistemazione di pubbliche vie, i lavori di messa a norma degli impianti a palazzo del Bue, quale struttura privata presa in affitto dall’amministrazione comunale; vengono, altresì, contestate le assunzioni di personale tramite cooperativa, i bandi per il trasporto scolastico, che non rispetterebbero i limiti del subappalto, l’affidamento degli interventi di riqualifica totale dell’illuminazione pubblica (posti in essere secondo i consiglieri di minoranza senza bandi di gara e senza comparazione con i correnti valori di mercato, nonché firmati direttamente dal sindaco e non dai responsabili del servizio competenti per materia); rilevato che, per quanto risulta all’interrogante: i consiglieri di maggioranza avrebbero cercato, sempre secondo i consiglieri di minoranza, di superare e sanare alcuni supposti comportamenti illeciti del sindaco, approvando delibere consiliari che riconoscono, ex post, i lavori eseguiti come debito fuori bilancio, ed addirittura forzando e sostituendosi ai pareri contrari del revisore dei conti, della segretaria comunale e dei responsabili dei servizi per l’assegnazione, senza bando di gara, della riqualificazione totale dell’illuminazione pubblica, sia in fase di approvazione, sia d’assegnazione e firma del contratto; i consiglieri di minoranza, a seguito di quanto da loro rilevato e dalle risposte date dal sindaco, ritenute non chiarificatrici delle vicende, hanno posto all’attenzione del prefetto di Mantova, fin da maggio 2016, le anomalie di carattere amministrativo riscontrate. Infine, in data 10 gennaio 2017 hanno presentato un dettagliato esposto al prefetto di Mantova, al procuratore delle Repubblica di Mantova, al Ministro dell’interno e alla Procura della Corte dei conti per la Regione Lombardia; ricordato che costituisce oggetto di contestazione dei consiglieri di minoranza non il merito di scelte, rientranti legittimamente nel ruolo e nei poteri di una maggioranza democraticamente eletta, ma il perdurare, fino a rappresentare una costante prassi dell’amministrazione comunale, di illegittimità procedurali e di omissioni di obblighi di legge, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo non ritenga necessario verificare la fondatezza di quanto denunciato dai consiglieri comunali; se risulti quali siano i motivi per i quali l’esposto presentato dai consiglieri comunali, che dettaglia le mancanze e le omissioni poste in essere dal sindaco, non abbia avuto sino ad ora alcun seguito”.

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