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Treni, BS-PR ancora disastro:
stipati come sardine. Rosa:
"Welcome to Zimbabwe"

Il consigliere comunale pendolare del Listone ha presentato un Ordine del Giorno che dovrà poi essere votato dai consiglieri comunali. Lo stesso documento sarà discusso in altri consigli del cremonese e del Bresciano

CASALMAGGIORE – Stipati come sardine, ancora una volta. Non è più una novità sulla linea Brescia Parma. Quasta – nella foto inviataci – la condizione sul treno in viaggio per Parma alle 8 di ieri mattina: “In 16 in uno spazio omologato per 10 persone – scrive Alessandro Rosa – welcome to Zimbabwe”. Il consigliere comunale del Listone ha presentato un Ordine del Giorno che dovrà poi essere votato dai consiglieri comunali. Lo stesso documento sarà discusso in altri consigli del cremonese e del Bresciano. Nel documento si impegnano i sindaci dei comuni che approveranno l’OdG a chiedere un incontro con i vertici di Trenord e con l’assessore Regionale ad infrastrutture e trasporti Alessandro Sorte.

Il nuovo tentativo di fare qualcosa non è stato recepito da tutti poiché a prevalere, dopo 30 anni di quasi totale immobilismo (e peggioramento delle condizioni dei pendolari) è una sorta di rassegnazione. Rassegnazione dalla quale il consigliere Comunale mette in guardia: “Capisco – spiega Rosa – che la questione ferroviaria abbia ormai portato allo sfinimento gran parte degli utenti; e capisco anche che, dopo 30 anni, nulla sia cambiato. Ma se, quando qualcuno si muove, dopo uno studio che va avanti da tempo, la risposta civica dev’essere sempre e inevitabilmente quella della rassegnazione, allora tanto vale conferire più valore al problema che alla soluzione (come diceva Einstein), organizzare le macchine e darla vinta a Trenord. La realtà é più complessa del mero ‘piove, governo ladro!’, richiede pazienza, studio di faldoni di normative comunitarie e interne, capacità di interpretazione e una buona dose di delusioni da mandare giù. Un po’ di fiducia per chi quotidianamente si batte per far valere i diritti di tutti, specialmente di chi verrà dopo, sarebbe di incoraggiamento”.

Nazzareno Condina

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