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Diritto allo studio, il consiglio comunale approva con qualche critica il testo

Papetti ha insistito sul fatto che si sarebbe potuto fare di più sulla strada della professionalizzazione "Perché poi, non tra 20 anni ma tra tre cinque anni gli operai non specializzati saranno fuori dal mondo del lavoro e ribadisco qui sono stati persi parecchi treni".

CASALMAGGIORE – Nessuna guerra né spargimenti di sangue. Qualche richiesta di maggior impegno e di chiarezza quella sì, ma tutto nell’ambito di un sottile senso di galanteria che ha contraddistinto la discussione relativa al piano Diritto allo studio, che il consiglio comunale ha alla fine approvato con pochi sussulti. Ad illustrarlo l’assessore Sara Valentini, che ha ricordato come il suddetto piano rientri negli obiettivi del DUP (documento unico di programmazione). “Il piano ha lo scopo di riportare l’attenzione sullo sforzo dell’ente sia per quanto riguarda le strutture che per quel che riguarda i servizi a favore della frequenza scolastica degli studenti e dell’istituzione scolastica in generale. Nel contempo è un documento di ricognizione di una serie di attività e di interventi compiuti in sinergia con i diversi assessorati e l’espressione di un confronto positivo e leale con gli istituti. In questo documento vi sono elementi che testimoniano un importante lavoro di innovazione in termini di riorganizzazione dei servizi scolastici ed un impegno per quanto riguarda le famiglie. Uno dei punti di forza che ritengo di portare è l’aumento del contributo di funzionamento di entrambi gli istituti scolastici”.

Si è passati da 7.500 euro a 10mila euro per entrambi gli istituti. “Un altro impegno importante che l’amministrazione ha assunto sin dal 2015 è stata l’istituzione del prescuola su tutti i plessi del comune è questa è stata una scelta che ha richiesto un notevole sforzo organizzativo che ha dato un esito positivo. Si è cercato di andare incontro alle famiglie anche nell’orario di apertura della scuola”. Rilievo è stato dato anche al trasporto scolastico, con l’acquisto del nuovo scuolabus. L’ultimo era stato acquistato nel 2002. L’assessore ha parlato anche della refezione scolastica e del contributo alla scuola San Giuseppe, dei corsi attivati. “Una cosa di cui vado molto fiera non come assessore ma come persona è l’organizzazione del servizio piedibus. E’ stato difficile, molto impegnativo, ma a distanza di un paio d’anni il servizio viene apprezzato dai bambini, c’è un’ottima collaborazione tra i volontari e l’istituzione scolastica”.

Ad intervenire per prima Mirca Papetti (CNC) che ha chiesto ragguagli sulla dispersione scolastica e sulle progettualità rispetto ai percorsi qualificanti rispetto al mondo del lavoro. “Qui non ne vedo traccia. Si stanno diffondendo a macchia d’olio, grazie ai contributi regionali, ma qui a Casalmaggiore che potrebbe effettivamente rispondere a questa domanda sta abbandonando alcuni percorsi come la meccanica. Nel piano non vedo riferimenti su queste due tematiche”. L’assessore ha parlato della ‘voce ai giovani’ e di idea ambiziosa (quella sulla formazione) ma prematura. “Il comune interviene all’interno della scuola per supportare servizi e dare eventualmente contributi però non bisogna dimenticare che la scuola è autonoma, quindi certi tipi di scelte devono essere condivise con gli istituti. Quando è stato il momento di aderire a progetti si è fatto. L’attenzione alla dispersione scolastica c’é”. Papetti ha insistito sul fatto che si sarebbe potuto fare di più sulla strada della professionalizzazione “Perché poi, non tra 20 anni ma tra tre cinque anni gli operai non specializzati saranno fuori dal mondo del lavoro e ribadisco qui sono stati persi parecchi treni e non è che il mondo economico non se ne sia accorto. Il tessuto imprenditoriale queste considerazioni le fa”.

Alessandro Rosa (Listone) ha chiesto la posizione dell’amministrazione sul ‘pasto da casa’. “Io dò una interpretazione assolutamente personale – ha risposto Valentini – perché poi questo tipo di scelte vanno viste all’interno dei vari plessi. E’ vero che portare il panino da casa può sembrare più comodo, ma a mio avviso manda all’aria l’educazione alimentare fatta nei vari istituti, soprattutto nei comuni come Casalmaggiore che ha sostenuto il tempo lungo soprattutto dal punto di vista economico”. La mensa è fruibile anche dai bambini con famiglie in difficoltà sino all’esenzione totale. “Secondo un menù predisposto dall’Asl che non sarà il migliore che ci possa essere, ma permette un’alimentazione corretta”.

Poi è stato il turno di Calogero Tascarella (CNC) che ha dato merito all’assessore di aver riportato il piano del diritto allo studio in consiglio comunale dopo anni in cui era stato saltato il passaggio in consiglio. Tascarella ha rivendicato una certa continuità progettuale con le amministrazioni precedenti. Poi le critiche: “Lei va fiera del piedibus. Ci sono due linee, erano tre. Quando ho istituito il piedibus perché lei sta parlando con chi l’ha voluto. Eravamo riusciti a creare tre linee. Mi pare ci sia stato un arretramento. C’è stato un aumento dei bambini che frequentano la scuola, ci si sarebbe dovuto aspettare un aumento del servizio. Dispiace vederlo ridimensionato. E’ possibile che poi tra i volontari del piedibus ci siano persone morose che stiano barattando la loro morosità con il tempo da dare al servizio? La invito a darsi da fare almeno per ripristinare la terza linea, magari prendendo in considerazione la tangenziale dei bambini e vedendo se si può risolvere il problema in quell’ultimo tratto, creando definitivamente un percorso sicuro”.

Poi la mensa: “Io penso esista una questione mensa. Ci sono 10-15 bambini che mangiano quello che si portano da casa. Penso che indipendentemente dalle decisioni delle famiglie la scuola sia venuto adibendo un posto a parte. Penso che queste cose non possono accadere. Se è un discorso di presa di posizione delle famiglie credo che compito dell’assessore sia parlare con le famiglie stesse, se è una questione di reddito credo ci siano gli strumenti per venire incontro alle famiglie. Affinché non aumentino”. Poi sul contributo alle spese di funzionamento: “Avete ripristinato, non aumentato. Quando parliamo di spese di funzionamento parliamo di carta igenica, di fotocopie, di prodotti delle pulizie, non di chissà che. Impiccare le scuole su questi problemi significa costringere le scuole a varare dei provvedimenti che comportano dei provvedimenti di contributo volontario. Capisco dove ha trovato i soldi. L’anno scorso c’era stata una grande battaglia sul progetto Pioneer. Avevamo chiesto che fossero date alle scuole. Avevate bocciato la mozione ma evidentemente lei è stata così sensibile che ha capito che quei soldi che erano spesi per una causa per pochi mentre questa è una causa per tutti. Lei lo ha capito e gliene do atto”. Ancora la questione mensa. CNC ha spiegato di non essersi mai opposta all’esternalizzazione, ma alle modalità di esternalizzazione. Un momento di polemica con il presidente del consiglio Marco Micolo che ha ridestato i sopiti sul tema dell’intervento “Cose già sentite e risentite”, e poi si è tornati al discorso. “Dov’é la coerenza tra quello che si dice e quello che si fa sulla mensa? Ha parlato di km zero, di bio senza che poi non corrispondesse alla realtà”.

A rispondere ancora l’Assessore: “Per quanto riguarda piedibus la volontà ad implementarlo c’è sempre. La terza linea non è stata possibile per mancanza di disponibilità in alcuni giorni dei volontari. La tangenziale dei bambini è una bellissima idea ma pone delle criticità e ci sono alcune cose che andrebbero valutate per bene dai volontari. Sul contributo di funzionamento mi sento di smentirla, ma controllerò. Io non ho ripristinato ma aumentato. Sulla mensa in quel momento abbiamo ritenuto che le scelte fossero le migliori. Sul panino ci siamo mossi immediatamente insieme alla scuola e all’ATS quando nulla disciplinava quella scelta. Sulla scelta abbiamo messo a disposizione la piantina della mensa per studiare la possibilità di trovare un punto dove ubicare la mensa per chi mangia il panino. Siamo in attesa di capire come si deve collocare l’ente di fronte ad una normativa vera che ancora non c’é”. Sui volontari morosi: “Ho investito il sindaco per approfondire il tema, ma non si tratta di volontari morosi, è bene precisarlo. Sono state inserite sulla linea del Piedibus persone che, a causa della sospensione della patente, attraverso un protocollo d’intesa col tribunale, hanno potuto svolgere lavori di pubblica utilità, convertendo la sanzione in ore di lavoro”.

Poi il turno del consigliere Pierluigi Pasotto (CNC). La questione più importante sollevata è stata quella sui servizi ad personam. Nell’anno in corso si sono perse poco meno di due ore a testa per quanto riguarda l’assistenza scolastica, con una riduzione del tempo di assistenza per bambini in difficoltà. La competenza in questo caso è dell’assessorato ai servizi sociali, ma la questione è stata ugualmente posta. “Dalla provincia è stato garantito il fondo – ha risposto il sindaco Filippo Bongiovanni – ed un aumento dei contributi fanno sì che si possa garantire il servizio”.

Nazzareno Condina

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