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Unioni e problemi. Agazzi (Motta) propone una maxi fusione da quasi 7mila abitanti

“Questa sì che sarebbe una fusione seria - spiega Agazzi - ossia una fusione di 6950 abitanti una realtà di un certo peso. Municipia Fluminis Lombarda - mi porto avanti - potrebbe essere il suo nome come nuovo comune".

MOTTA BALUFFI – “Come vice sindaco di Motta Baluffi, visto quello che sta succedendo nell’Unione Terrae Fluminis con l’uscita di Martignana di Po, propongo all’Unione in questione e all’Unione Municipia di riflettere bene sul da farsi”. Parte da qui la proposta di Simone Agazzi, vice sindaco di Motta Baluffi, che poi fa di conto. “Perdendo Martignana Po, Terrae Fluminis passa da 5400 abitanti a 3388 circa. Municipia vanta circa 3500 residenti. Che senso ha tenere due Unioni con lo stesso numero di abitanti? Che senso ha iniziare un percorso di fusione solo per Municipia? Che senso ha tenere un’Unione di due paesi? Secondo il mio modesto parere è giunta l’ora di una riflessione, per questo mi appello ai due presidenti delle Unioni, Belli Franzini e Rivaroli affinché valutino la possibilità di creare una Unione tra le due (percorso molto complesso che richiede molto tempo spostando le varie funzioni e settori vari, ndr) o in alternativa forse la più conveniente scelta di una fusione tra Motta Baluffi, Scandolara Ravara, Cingia dè Botti, Torricella del Pizzo e Gussola”.

“Questa sì che sarebbe una fusione seria – spiega Agazzi – ossia una fusione di 6950 abitanti una realtà di un certo peso. Municipia Fluminis Lombarda – mi porto avanti – potrebbe essere il suo nome come nuovo comune. Invito le parti a pensarci ma in fretta: iniziare il percorso di Fusione entro quest’anno offre la possibilità di andare a referendum nei vari paesi nel 2018 ed iniziare con un comune unico nel 2019 praticamente a scadenza mandato: ovviamente nella mia ottica i municipi rimangono comunque in ogni singolo paese”.

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