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In carcere 36 anni da uomo
innocente: Gulotta sarà a
Casalmaggiore martedì 21

Conosciuto da Romanetti durante una delle rappresentazioni dell’opera di Arena, l’uomo accusato ingiustamente della strage della caserma Alkmaar di Alcamo Marina, ha infatti accettato l’invito. Così, al termine dello spettacolo, che durerà all’incirca un’ora, sarà lui a dialogare con la platea e a salire sul palco.
Nella foto Gulotta e Bongiovanni con Romanetti durante la conferenza stampa

CASALMAGGIORE – “Mi chiamo Giuseppe Gulotta, sono entrato in carcere a 18 anni con l’accusa omicidio e collegamento con la mafia e a 55 anni sono stato dichiarato innocente”. Potrebbe iniziare così il monologo di una delle storie di malagiustizia forse più incredibili d’Italia. Una storia che approderà al Teatro Comunale di Casalmaggiore il prossimo martedì 21 marzo alle ore 21, portata dalla compagnia Mana Chuma Teatro con il monologo di Salvatore Arena, uno degli attori e autori teatrali contemporanei più apprezzati e finalista all’ultimo premio Ubu.

Sarebbe sufficiente questa premessa, tenendo conto che lo spettacolo è stato scritto con la consulenza storica dello stesso Giuseppe Gulotta e di Nicola Biondo, giornalista freelance, firma dell’Unità, già collaboratore di Carlo Lucarelli nella trasmissione “Blu Notte” e soprattutto co-autore del libro “Alkamar – La mia vita in carcere da innocente” che ripercorre proprio l’incredibile vicenda di Gulotta. Ma martedì sera vi sarà un motivo in più per essere a teatro a Casalmaggiore.

Perché, come il sindaco Filippo Bongiovanni e il direttore artistico Giuseppe Romanetti hanno svelato nella conferenza stampa in sala giunta giovedì mattina a Casalmaggiore, martedì vi sarà Giuseppe Gulotta in persona, il protagonista di questa vicenda. Conosciuto da Romanetti durante una delle rappresentazioni dell’opera di Arena, il cui titolo completo è “Come un granello di sabbia: Giuseppe Gulotta, storia di un innocente”, l’uomo accusato ingiustamente della strage della caserma Alkmaar di Alcamo Marina, in provincia di Trapani, ha infatti accettato l’invito. Così, al termine dello spettacolo, che durerà all’incirca un’ora, sarà lui a dialogare con la platea e a salire sul palco.

La strage di Alcamo costò la vita a due carabinieri, Carmine Apuzzo e Salvatore Falcetta, il 27 gennaio 1976, ucciso a colpi di arma da fuoco nel sonno: Gulotta venne prelevato al bar del paese e arrestato, poi costretto a confessare sotto tortura. Imprigionato con l’accusa anche di legami con la mafia, per 22 anni ha subito il regime di carcere duro che spetta agli ergastolani condannati proprio per delitti di mafia, poi durante il successivo periodo di libertà vigilata ha conosciuto la futura moglie ma fino al 2012, quando è stato scagionato definitivamente, è stato considerato colpevole.

Un caso che ha fatto storia, costato la vita a uno dei quattro accusati assieme a Gulotta, Giovanni Mandalà, morto in carcere nel 1998, mentre Gaetano Santangelo e Vincenzo Ferrantelli scapparono in Brasile, per fare rientro successivamente in Italia. Il 21 marzo, quando andrà in scena lo spettacolo, sarà la giornata nazionale per ricordare le Vittime della Mafia: tra queste, di certo, rientra in qualche modo anche Giuseppe Gulotta.

Giovanni Gardani

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