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Francesca Cerati, un funerale
denso d'emozione. Il fratello:
"I miei occhi vedranno per te"

“Cara sorella mia, te ne sei andata in un istante come un fiore strappato. Tu che ballavi nell’anima, tu con la tua dolcezza, la tua semplicità, i tuoi sorrisi belli. Tu, con i tuoi passi di farfalla, tu che mi hai reso semplicemente un fratello orgoglioso"

CASALMAGGIORE – Può sembrare fuori luogo e soprattutto ripetitivo fare un bilancio delle presenze in una chiesa durante un funerale. Quando sono altre le considerazioni e le emozioni da riportare. Ma gli spazi immensi del Duomo di Casalmaggiore oggi pomeriggio erano talmente occupati da una calca impressionante di gente  che la constatazione diventa inevitabile. Francesca Cerati, quella sera dell’8 marzo  doveva tornare a casa da Parma per stare assieme alla sua famiglia, al fidanzato, agli amici con i quali magari avrebbe potuto uscire per festeggiare la giornata dedicata alle donne, dopo un aperitivo al bar del centro. Purtroppo le tracce dei pneumatici della sua Citroen C 3 ancora visibili sull’asfalto della tangenziale di Colorno  dopo diversi giorni, mostrano quale direzione ha preso improvvisamente la sua vita, andando a schiantarsi contro un camion che arrivava da direzione opposta. Don Alfredo Valsecchi, un tempo a Casalmaggiore, ha ricordato come Francesca fosse amabile già da ragazzina, raccontando del suo sorriso, della sua energia nel periodo in cui  frequentava l’Oratorio di S. Leonardo dicendo come fosse difficile mandarla a casa a fine giornata.”Tutta questa enorme presenza vuole essere la risposta  al vostro dolore, per dirvi che non sarete mai soli, ne adesso, ne dopo il cimitero e ne mai”. Ha detto il sacerdote rivolgendosi ai famigliari. “Guardando le sue foto (davanti alla chiesa erano esposte due gigantografie di Francesca ad altezza naturale) ci rendiamo conto che è partita verso il cielo ma con la certezza che  lei sarà sempre tra di noi a raccogliere le nostre  richieste affinchè metta una buona parola lassù e ci prepari una buona accoglienza quando anche noi arriveremo”. Dopo la benedizione della bara, prima di accompagnare il feretro all’esterno, sono saliti all’altare il fratello Tommaso e la mamma Laura per esprimere al microfono le strazianti emozioni che un cosi pesante lutto aveva scatenato nel loro animo. “Cara sorella mia, te ne sei andata in un istante come un fiore strappato. Tu che ballavi nell’anima, tu con la tua dolcezza, la tua semplicità, i tuoi sorrisi belli. Tu, con i tuoi passi di farfalla, tu che mi hai reso  semplicemente un fratello orgoglioso, volevo portarti in ogni angolo di questo pazzo mondo e farti danzare sulla tavola da surf come sul palcoscenico. Tramite i miei occhi tu vedrai attraverso il mio sguardo e la mia musica sarà sempre per te. I miei respiri sapranno di te, la mia anima sarà la tua. Grazie a te la morte non mi fa più paura. Ci vediamo presto amore mio”. Ancora più struggente il messaggio della mamma che a fatica è riuscita a leggere un foglietto concludendo con una poesia di Cesare Pavese prima di salutare la sua Francesca e ringraziare  un emozionatissimo “Grazie a tutti” la straripante presenza di persone nei banchi e addossata alle colonne della chiesa.

Rosario Pisani

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