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Il gran cuore di Viadana
torna a battere nelle aree
terremotate: il resoconto

Alle travi del piccolo ufficio sono stati appesi i gagliardetti delle due associazioni di Viadana, il Rotary e il Lions dalle cui presidenti Elena Anghinelli e Marina Malacarne era giunto il contribuito per altre donazioni. Un’ora di lavoro per scaricare i pacchi di viveri di ogni genere.

VIADANA/CAMPOTOSTO (L’AQUILA) – Luisa, Paolo, Giuseppe, Luca, Maria, Elisa, Roberto, Lucia, Andrea, Orietta, Davide, Manuela, Ettore, Daniele, oltre all’assessore ai Servizi Sociali e alla delegata del sottocomitato Croce Rossa Italiana di Viadana, rispettivamente Alessia Minotti e Patrizia Vezzani.

Un gruppo affiatatissimo e determinato sabato mattina all’alba è partito dal parcheggio dello stadio del Rugby (la società sportiva ha messo a disposizione un proprio pulmino) per raggiungere, per la seconda volta, le zone terremotate del Centro Italia. A bordo di quattro mezzi, gli appartenenti alla  Protezione Civile e associazioni di volontariato dopo 5 ore di viaggio sono arrivati a Campotosto, uno dei tantissimi paesi sconvolti dalle scosse del sisma. Ad accogliere la delegazione la vicesindaca del paese Gaetana D’Alessio, l’assessore ai Lavori pubblici Maria Rita Rascelli e l’ex sindaco Ercole De Girolami, che hanno mostrato la piccola stanza di legno in cui sono costretti a lavorare dopo il crollo del  loro Municipio.

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Alle travi del piccolo ufficio sono stati appesi i gagliardetti delle due associazioni di Viadana, il Rotary e il Lions dalle cui presidenti Elena Anghinelli e Marina Malacarne era giunto il contribuito per altre donazioni. Un’ora di lavoro per scaricare i pacchi di viveri, scatolami, abiti e scarpe oltre a medicinali e pannolini dentro le sale di una scuola per la successiva distribuzione. Una consegna che poi gli amministratori dovranno completare famiglia per famiglia poichè la gente di Campotosto orgogliosamente non vorrebbe mai mostrare di aver bisogno di tutto.

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Improvvisamente accanto ai viadanesi è comparsa un’anziana dagli occhi azzurrissimi che ha cominciato a parlare delle condizioni in cui vive parlando della tanta neve caduta in concomitanza con le scosse. Una situazione meteorologica che ha dato il colpo di grazia al paese. Dopo pochi minuti altrettanto repentinamente si è allontanata, con gli occhi che si erano inumiditi dicendo che la chiamava la figlia, un’abile tessitrice a cui il terremoto aveva di colpo torto un lavoro fiorente e redditizio. Ancora una camminata, accompagnati da un ex amministratore autorizzato a fare attraversare la cosiddetta zona rossa, per visitare un minuscolo laboratorio di carne dove viene realizzata a mano la famosa mortadella di Campotosto, originariamente chiamata “le palle del mulo”.

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Un rigurgito di vita in mezzo a tetti sfondati, pareti crollate, altri tenuti assieme da cavi d’acciaio che chissà per quanti anni impediranno ancora a questa gente di ritornare a vivere nel loro vecchio, caro paese. Durante il viaggio del rientro numerosi gli attestati di riconoscenza ricevuti  personalmente da Giuseppe Guarino, del gruppo “Le Misericordie”. Parole di affetto e ringraziamento espresse dall’Arcivescovo di Matera monsignor Pino Caiazzo sino al sindaco di Crotone Ugo Pugliese attraverso i social network.

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Ros Pis

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