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Martignana, bilancio in consiglio: ma minoranza potrebbe uscire dall'aula

Sarebbero venuti meno, secondo la minoranza, i termini di legge temporali entro i quali consegnare la documentazione e la convocazione del consiglio stesso. Cinque giorni per avvertire tutti i consiglieri, venti invece, trattandosi di bilancio, dunque di incartamenti lunghi da approfondire, per la consegna dei documenti.

MARTIGNANA DI PO – Inizierà alle 20.30 di mercoledì sera il consiglio comunale di Martignana di Po, ma potrebbe anche terminare subito. Il tema, manco a dirlo, è sempre quello caldissimo del bilancio, con relativa approvazione di Tari sui rifiuti e Iuc, imposta unica comunale. Ma nel caso specifico, la discussione rischia di accendersi ancora di più dato che il consiglio di mercoledì è il primo dopo il divorzio dall’Unione Terrae Fluminis, che già la minoranza contestò per le motivazioni e per la decisione di abbandonare il rapporto dopo appena un anno e mezza dal via.

C’è però un altro motivo, ancora più stringente, che potrebbe spingere la minoranza, capitanata dalla capogruppo Anna Pasquariello, esperta in materia economica, a boicottare il consiglio. In due modi. O chiedendone il rinvio a data da destinarsi, oppure uscendo dall’aula, lasciando così alla sola maggioranza il compito di condurre la seduta. Il motivo? Sarebbero venuti meno, secondo la minoranza, i termini di legge temporali entro i quali consegnare la documentazione e la convocazione del consiglio stesso. Cinque giorni per avvertire tutti i consiglieri; venti invece, trattandosi di bilancio, dunque di incartamenti decisamente importanti e lunghi da approfondire, per la consegna dei documenti. Essendo la mail di posta elettronica certificata giunta solo tra il 24 e il 25 marzo, Pasquariello è convinta che il consiglio vada rinviato, perché non convocato regolarmente.

Passando al bilancio di previsione 2017-2019 che verrà, forse, discusso, Pasquariello, in possesso dei documenti, ha voluto rimarcare tre concetti che darebbero ragione alla minoranza: da un lato i 300mila euro di tassazione non versata dal comune che, uniti ai 113mila euro di fornitori non pagati, costringerebbero lo stesso bilancio, nonostante la paventata parità, al segno “meno”. Dall’altro il fatto che, come emergerebbe dagli incartamenti stessi, revisore dei conti e responsabile finanziario del comune avrebbero suggerito misure straordinarie per garantire stabilità finanziaria. Inoltre, attacca ancora Pasquariello, nel bilancio non sono inserite le previste sanzioni legate al Patto di Stabilità, alle quali, pur riferite all’annualità 2014, il comune di Martignana deve ancora sottostare. Ricordiamo che sul bilancio martignanese gravano due esposti già certificati alla Corte dei Conti e altri in attesa di risposta.

Giovanni Gardani 

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