Cronaca
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Vecchio Ospedale, divelta la rete e sfondata una porta e una finestra: la vita continua

Un problema che si ripete a fasi cicliche: viene segnalato l'indebito accesso, l'Ex Asl provvede a murare un ingresso, la situazione pare tranquilla per un po' e poi si riparte da zero. Sino a quando ci saranno porte e finestre da sfondare

CASALMAGGIORE – Ospedale Vecchio. Dentro l’anziana struttura che dovrebbe essere ormai vuota da tempo pulsa ancora vita. Le voci sono più d’una, sia quelle di accessi diurni (gruppi di ragazzini in cerca di un’emozione forte) sia quelli di ingressi notturni. Voci di chi abita a poca distanza, di luci che s’accendono e rumori quantomeno sospetti. La rete della recinzione è piegata davanti al colonnato, una delle porte e una finestra sono state divelte tanto da consentire abbastanza facilmente l’accesso all’interno. E sale la preoccupazione in primo luogo perché la costruzione (o quel che ne resta), abbandonata da tanti anni, non è sicura né dal punto di vista strutturale ne da quello sanitario.

Un problema che si ripete a fasi cicliche: viene segnalato l’indebito accesso, l’Ex Asl provvede a murare un ingresso, la situazione pare tranquilla per un po’ e poi si riparte da zero. Sino a quando ci saranno porte e finestre da sfondare. La Polizia municipale ed i Carabinieri ogni tanto effettuano controlli anche se la competenza sulla struttura è lontana da Casalmaggiore. Servono a poco. E che siano ragazzini in cerca di emozioni (o di guai) o senza casa in cerca di un riparo. la maniera per entrare la trovano sempre e la questione del pericolo non cambia.

L’ex Asl che ne è proprietaria non ha i soldi per sistemarla in toto. Prima o poi verrà giù da sola e vi saranno da rimuovere solo le macerie. Forse sarebbe una liberazione per quella vecchia carcassa – vincolata almeno in parte dalle belle arti – che davanti presenta ancora i fasti e la pregevolezza d’un tempo lontano e dietro è solo un’anima spogliata da ogni tipo di dignità e di memoria. Patria solamente di sbandati, impavidi e randagi.

Nazzareno Condina

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