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Il lavoro da qui a dieci anni:
idee del M5S per prevenire
e combattere la crisi

Lo studio ha individuato alcune variabili che incideranno nell'evoluzione del lavoro quali il progresso tecnologico, l'avvento dell'intelligenza artificiale, le diseguaglianze sociali, la globalizzazione, l'aumento della demografia, nuovi flussi migratori, la scolarizzazione di massa e la diffusione di nuovi media.

VIADANA – Venerdì 31 marzo, presso l’Auditorium ITC Gardinazzi, più di 150 persone hanno partecipato al dibattito pubblico che affrontava la tematica del lavoro e la sua evoluzione nel prossimo decennio. La serata è iniziata con l’introduzione dell’attivista pentastellato Stefano Capaldo, il quale ha ribadito che “una forza politica come il M5S, che si candida a governare il Paese, non può non affrontare la tematica del lavoro, facendolo con prospettiva e lungimiranza, cercando di analizzare scientificamente e anticipare le problematiche che si presenteranno nel prossimo decennio, proponendo soluzioni concrete. E’ necessario prevedere per programmare”.

Successivamente il parlamentare bresciano Claudio Cominardi, portavoce M5S alla Camera e membro di Commissione Lavoro, ha presentato le conclusioni dello studio previsionale “Lavoro 2025: come evolverà il lavoro nel prossimo decennio”, ricerca scientifica supervisionata da Domenico De Masi (professore emerito di Sociologia del Lavoro all’Università “La Sapienza” di Roma). Uno studio condotto con metodo Delphi, ovvero utilizzando protocolli scientifici precisi, quali il coinvolgimento di undici esperti di varie materie teoriche ed eterogenei tra loro, segretezza nella fase di studio dei committenti, anonimato degli esperti sino alla conclusione del lavoro, confronto con i “discussant” grazie a due giorni di convegno pubblico tra teoria e pratica (18-19 gennaio 2017 a Roma).

Lo studio ha individuato alcune variabili che incideranno nell’evoluzione del lavoro quali il progresso tecnologico, l’avvento dell’intelligenza artificiale, le diseguaglianze sociali, la globalizzazione, l’aumento della demografia, nuovi flussi migratori, la scolarizzazione di massa e la diffusione di nuovi media. Sono poi emersi alcuni dati sul quadro del futuro:  secondo la WEF entro il 2025 nelle quindici più grandi economie scompariranno 5 milioni di posti di lavoro e dal rapporto dell’Oxford Martin School nei prossimi 15 anni scompariranno il 50% delle professioni conosciute fino ad oggi. Inoltre il rischio di diseguaglianza sociale è sempre più alto e a farne le spese è la classe media, infatti dai dati del rapporto Oxfam nel 2010  388 persone detenevano la ricchezza di quasi 3,5 miliardi di persone, nel 2017 solo 8 persone detengono la ricchezza di circa 3,6 miliardi di persone.

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Dall’analisi di queste e altre variabili e dati è emerso come sia necessario un nuovo patto sociale al fine di ridistribuire la ricchezza, il lavoro, il potere,  la conoscenza, le opportunità e le tutele degli individui. Un patto sociale che preveda azioni chiare e mirate del legislatore, ad esempio:
– creazione di un osservatorio sulle professioni a rischio obsolescenza,
– investire in istruzione, ricerca e formazione continua,
– rimodulare l’orario di lavoro per dare più opportunità a tutti e dunque ridistribuire ricchezza.
– attivare necessariamente politiche attive inclusive nei confronti dei giovani, come ad esempio i lavori digitali. Determinante sarà il reddito di cittadinanza per chi cerca lavoro con il superamento del legame lavoro/reddito: infatti sempre più nel futuro l’inclusività nella società sarà determinata dal fatto di avere un reddito.

Durante la serata hanno parteciperanno anche i parlamentari Alberto Zolezzi (M5S Camera) e Luigi Gaetti (M5S Senato) che hanno parlato del microcredito per le piccole-medie imprese, strumento a sostegno delle PMI con uno specifico fondo ministeriale che il M5S contribuisce ad incrementare grazie alla restituzione di buona parte dello stipendio dei parlamentari, che, ad oggi, hanno versato più di 20 milioni di euro. Il consigliere regionale Andrea Fiasconaro (M5S Lombardia) ha ricordato come le restituzioni di buona parte degli stipendi dei consiglieri regionali contribuiscano ad incrementare un fondo regionale gestito da Finlombarda Spa, che bypassa il sistema bancario e finanzia eventuali nuove imprese fino al 65% di ogni progetto presentato, a tasso zero per 7 anni. Il video della serata è a disposizione sul sito del M5S Viadana: http://viadana5stelle.blogspot.it/2017/04/viadana-lavoro-2025-come-evolvera-il.html

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