Commenta

Invasione di zecche in
golena. Registrato anche
un caso di borrelia

"Ho registrato nei giorni scorsi un caso di positività alla borrelia - spiega Alice Ferrari, responsabile della clinica veterinaria città di Bozzolo e residente a Martignana Po, zona dove porta a spasso il suo cane - non trasmessa da cani. Quest'anno è una cosa pazzesca"

MARTIGNANA PO – Zecche: è invasione ed ora c’è pure un caso di contagio da borrelia a preoccupare. Inverno mite, temperature che non sono mai andate di almeno 8/9 gradi sotto lo zero, aumento degli animali (soprattutto ungulati e lepri). Gli artropodi adattati alla vita parassitaria sono sopravvissuti all’inverno, non han cessato il ciclo riproduttivo e l’area golenale, non solo quella di Martignana ma tutta l’area che va da Casalmaggiore a Motta Baluffi ne è invasa. E poco contano gli antiparassitari dati agli animali da affezione per evitare che i fastidiosi artropodi si depositino sull’animale: dopo una passeggiata in golena è facile tornare a casa portandosene dietro un po’.

GOLENA, UN DISASTRO “Sono vent’anni che porto a spasso cani in golena – raccontano a Martignana – e non mi era mai successo di vedere una cosa simile”. Le zecche prediligono gli ambienti ai margini di strade e sterrate, laddove l’erba è più alta e l’ambiente è più umido ed ombreggiato. Basta che il cane (o il gatto), ma pure volpi, conigli, lepri, ungulati vi passino sostando per poco che scatta l’attacco. Le zecche portano numerose malattie del sangue di grave entità, come la malattia di Lyme (o borreliosi) e altre che possono uccidere gli animali e possono arrecar danno serio pure agli uomini, se non scoperte e curate per tempo. Gli antiparassitari consentono un debole controllo poiché, pur non attaccandosi alla pelle dell’animale, le zecche utilizzano l’animale da ‘mezzo di trasporto’ per infestare le zone in cui poi si depositano in un secondo momento.

IL VETERINARIO “Ho registrato nei giorni scorsi un caso di positività alla borrelia – spiega Alice Ferrari, responsabile della clinica veterinaria città di Bozzolo e residente a Martignana Po, zona dove porta a spasso il suo cane – non trasmessa da cani. Quest’anno è una cosa pazzesca e sarà così sino all’arrivo del caldo più intenso. Il consiglio è quello di utilizzare antiparassitari di ultima generazione perché anche quelli con qualche anno ormai non fanno più nulla ed olio di Neem come prodotto naturale repellente. Col mio Ray comunque, nonostante tutti gli accorgimenti del caso, ne porto a casa parecchie dopo ogni passeggiata. E soprattutto bisognerebbe imporre di far tagliare l’erba, dove si può. Inoltre è importante che se le persone vanno a correre o camminare in golena, abbiano le gambe il più possibile coperte”.

MALATTIE La puntura delle zecche può trasmettere malattie. Tra queste la borreliosi o malattia di Lyme (chiamata così dal primo paese americano in cui si diffuse). Dal punto di vista statistico, ogni cento punture di zecca si registra un solo caso di encefalite. Le zecche presenti sul nostro territorio, sono per la quasi totalità Ixodidi, o zecche dure. “Dopo la schiusa dall’uovo – dicono le riviste scientifiche – questo tipo di zecca attraversa tre fasi: larva neonata dotata di tre paia di zampe, ninfa dotata di quattro paia di zampe, adulto dotato di quattro paia di zampe. Per passare da un ciclo al successivo la zecca assume un solo pasto di sangue. Le uova sono deposte, un’unica volta, dalla femmina matura. Dopo la deposizione delle uova la femmina muore. L’assunzione del sangue dall’ospite avviene molto lentamente, infatti le zecche dure possono rimanere attaccate allo stesso animale per giorni o per settimane, in funzione della specie di zecca e del tipo di ospite. Una caratteristica particolare delle zecche è la capacità di sopravvivere per alcuni mesi senza alimentarsi se si trova in un ambiente con condizioni favorevoli. Le zecche compiono il proprio ciclo in un periodo di tempo variabile da meno di un anno nelle aree tropicali a oltre tre anni nei climi freddi. Le zecche dure per raggiungere l’animale ospite si arrampicano sulla vegetazione e qui attendono il momento di farsi cadere sull’ospite. L’arrivo dell’ospite è riconosciuto grazie alla capacità di ricevere alcuni segnali dall’ambiente: emissione di anidride carbonica, calore e trasmissione di vibrazioni. L’apparato boccale della zecca è strutturato per poter forare l’epidermide ed agganciare il corpo della zecca alla pelle dell’ospite. Il rostro è dotato di uncini rivolti all’indietro e pertanto la zecca non deve essere strappata a forza dall’ospite per non causare la rottura del rostro sotto l’epidermide e il conseguente possibile sviluppo di infezioni”.

CONSIGLI PRATICI controllare sempre il cane al ritorno da una passeggiata e – per gli accompagnatori – mai addentrarsi in zone con erba alta se non con pantaloni lunghi e possibilmente chiari, per permettere una più veloce identificazione ed eliminazione delle zecche. Possibilmente mai lasciare parti di pelle scoperta. Le zecche vanno bruciate, mai schiacciate. Per la rimozione è importantissimo prenderle con estrema attenzione, il più vicino possibile ai rostri attaccati alla pelle per non schiacciarle e consentire il passaggio degli agenti patogeni dal corpo dell’artropode a quello del cane. Non vanno tirate ma ‘svitate’, per non rompere i rostri e provocare infezione. Un procedimento che va appreso prima di metterlo in atto. In caso contrario meglio rivolgersi a una persona esperta o a un veterinario piuttosto che farlo con imperizia.

Nazzareno Condina

© Riproduzione riservata
Commenti