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Orlando Ferroni: "I varchi
elettronici? Basta uno, e in
un anno li finanziamo tutti"

Un concetto non nuovo su cui Orlando Ferroni aveva spinto anche in Campagna elettorale. "Noi finanziamo la sicurezza di altri comuni, siamo forse più coglioni? Deve valere il concetto di reciprocità".

CASALMAGGIORE – Un incontro informale. Una sorta di chiacchierata quella che ha visto coinvolti ieri sera Massimo Mori, neo consigliere delegato dal sindaco Filippo Bongiovanni alla sicurezza, Orlando Ferroni, consigliere di maggioranza con delega al Parco Golena del Po, Carlo Sante Gardani, fondatore del Listone e Gabriel Formiatti, presidente del gruppo del Listone e direttamente interessato in quanto ha seguito proprio il progetto sicurezza. Si è parlato di sicurezza, a 360 gradi. A darcene conto, questa mattina, lo stesso Ferroni. “Mi fa piacere che ci sia questo interesse perché é davvero giunto il tempo in cui si faccia qualcosa. E non solo dal punto di vista dei varchi e delle telecamere. Quello è un aspetto della questione. La sicurezza è questione più generale”.

VARCHI ELETTRONICI – “Servono, ma più di quello serve una strategia per operare. I varchi costano. 16 mila euro l’uno per l’esattezza, quelli che avevo visto io. E se aspettiamo di farli tutti o di intercettare qualche bando potrebbe passare ancora tempo. Troppo, e ne abbiamo bisogno adesso. La mia proposta è partire, anche con uno solo, e poi implementare”. Una sorta di autofinanziamento sulle spalle dei cittadini? “Non dei casalaschi che saprebbero che ci sono e vi presterebbero attenzione – ci tiene a spiegare Ferroni – ma su quelli di altri comuni. I casalaschi pagano fior di multe in altri comuni che hanno già provveduto ad istallare sistemi di varco elettronico”. Un concetto non nuovo su cui Orlando Ferroni aveva spinto anche in Campagna elettorale. “Noi finanziamo la sicurezza di altri comuni, siamo forse più coglioni? Deve valere il concetto di reciprocità”. Un varco e poi col tempo tutti gli altri… “Sì, è questo il concetto che ho espresso ma che esprimo dai tempi di Claudio Silla, inascoltato. In un anno avremmo pagato il primo varco e avremmo i soldi per gli altri e per la sistemazione di altre questioni importanti: dalla sicurezza, alla videosorveglianza e alle ciclabili. Mi dicevano che Sospiro, dal controllo della strada, ha introitato qualcosa come 300 mila euro. Con quei soldi faremmo tante cose”. Discorso bandi, Ferroni non ci gira intorno: “Intanto però serve pure capire perché noi i bandi sulla sicurezza non riusciamo ad intercettarli come succede ad altri comuni. Serve collaborare con altri comuni, serve capire se può essere questa la strategia per intercettare qualche risorsa in più elaborare un progetto a larga scala. Fermo restando che con un investimento iniziale si può pensare di fare tutto il resto, senza aspettare”. E l’amministrazione? “Massimo Mori mi è sembrato un interlocutore attento. Ha parlato di un varco sul ponte Po. Ma non so quanto possa essere funzionale. A noi serve monitorare chi entra in città, eventualmente multare chi viene qui da noi. Se uno passa il ponte e poi se ne va verso Mantova o Reggio Emilia o, in senso contrario, va verso Parma serve relativamente a poco. Ci pensi la provincia o la regione a fare quello che è di loro competenza”.

VIDEOSORVEGLIANZA – “Siamo indietro – prosegue il consigliere – e questo è evidente. E in questo ambito non possiamo prescindere dalla collaborazione tra pubblico e privato. Il territorio va coperto il più possibile ma non si può pensare che lo possa fare l’amministrazione da sola. L’amministrazione fa il suo, ma tutto il sistema deve essere integrato tra pubblico e privato”. Una mappatura efficace di quel che già (privato) c’è, capendo quali sono le aree scoperte ed intervenendo lì. E mettere tutto insieme per aiutare il presidio del territorio e le forze dell’ordine. Questa in sintesi la proposta di Ferroni, ma non solo. “La sorveglianza dei centri deve andare di pari passo con il decoro urbano – conclude Ferroni – perché è dimostrato che una città più pulita e più ordinata attrae meno la malavita. Telecamere e decoro urbano fanno parte della stessa questione”.

CICLABILI – Nota dolente. Sicurezza non è solo videosorveglianza e varchi. “Quando parlo di sicurezza intendo tutto, non solo il controllo. Abbiamo ciclabili che si affacciano sulle provinciali che sono pietose. Sarebbe utile che cominciassimo a guardarci dentro. E quando una ciclabile è fatta o curata male, cala anche la sicurezza di chi la percorre. Si deve intervenire sia sul tratto che da Casalmaggiore va a Vicobellignano che su quello che da Casalmaggiore va a Vicomoscano. Concludere quello che è stato lasciato a metà e sistemare quel che c’è da sistemare”. Quali tratti sono più urgenti in una viabilità ciclopedonale che resta comunque nota dolente su tutto il territorio? “Sono entrambe da terminare e mettere a posto. Quella che va a Vicomoscano presenta tratti mai fatti. Chi scende dall’Eridanea e va verso Vicomoscano affronta tratti pericolosi per la propria incolumità, ma stessa cosa chi va a Vicobellignano o Vicoboneghisio”. Sulla prima c’è peraltro una proposta di un’associazione che ha interessi locali che potrebbe integrarsi bene: “Sì, una realtà locale ha promesso previa sistemazione della ciclabile la piantumazione con tigli che metterebbero loro stessi. Sarebbe utile tenerne conto”.

ARGINI – “Abbiamo un sistema che appartiene alla preistoria. Il sabato, quando vengono aperti e chiusi, impieghiamo risorse che potrebbero essere impiegate diversamente sulla strada ed aumentiamo il caos, con la cartellonistica che va messa e tolta e qualche volta pure risistemata dai danni. Anche qui la mia proposta è quella dei minivarchi, come già esistono nelle cittadine turistiche. Altra cosa importante, vorrei che fosse sistemato qualche stemma di Casalmaggiore in più sui cartelli di accesso alla città che già esistono. Viviamo in una città in cui tanti cittadini non sanno neppure come è fatto”.

PORTO – “Corre voce che presto l’area portuale potrebbe divenire sede di una ditta che cava sabbia. Mi informerò sulla questione, ma di certo non voglio che in quell’area si edifichi e vengano innalzate strutture che andrebbero ad interagire con la splendida visuale sul fiume che si ha percorrendo quel tratto arginale. E poi, uniremmo qualcosa di esteticamente brutto a qualcos’altro di brutto dall’altra parte, la discarica. C’é gente che viene qui da noi per la natura dei luoghi, pensa che bello passare da quel tratto e non sapere dove voltarsi, la discarica e la cava messe insieme”. Si, ma torniamo alla sicurezza: “Sono anni che chiedo la sistemazione della recinzione. Anni che la recinzione è quella che si vede, compromessa. Spero che si riesca a trovare il modo per fare qualcosa”

LA LOGICA DEL FARE – Orlando Ferroni poi conclude: “Registro che c’è disponibilità all’ascolto, ma alle parole devono seguire i fatti. Non sono uno di quelli che si accontenta delle parole. Se un senso ce l’ha la mia permanenza in un consiglio e in una maggioranza é perché le cose, oltre a dirle, le si facciano. Altrimenti è solo una perdita di tempo, e io non ho tempo da perdere”.

Nazzareno Condina

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